menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Un nuovo strumento per combattere l'Aids: Latina aderisce a Fast-Track Cities

Il punto in commissione Welfare. Ci sarà un presidio informativo al Nicolosi. Obiettivo 2030: zero stigma, informazione e prevenzione capillari

Il Comune di Latina al lavoro contro la diffusione del virus Hiv. Ci sarà infatti un nuovo strumento strutturato e ancora poco diffuso (solo 200 città nel mondo e 4 in Italia già operative), che è stato posto all’attenzione dei consiglieri della commissione Welfare ieri mattina. Si tratta del Fast-Track Cities, un percorso che punta a raggiungere, entro il 2030, una profilassi pre-espositiva per le persone che sono a rischio di esposizione (offrendo una pillola).

Si tratta di un progetto che coinvolge la comunità e rientra nel quadro di interventi e sensibilizzazione della Rete Città Sane, di cui è referente la consigliera di Lbc Luisa Mobili. A Parigi, una delle prime città aderenti, le esperienze più efficaci di questo percorso. Gli obiettivi prevedono: il 90% di persone affette da Hiv “agganciate” e rese consapevoli della propria condizione, l’annullamento della discriminazione e della disapprovazione. In sostanza, il 90% delle persone con HIV dovrà essere reso consapevole del proprio stato; andrà garantito l’accesso alle terapie antiretrovirali puntando ad ottenere il 90% di soppressioni virologiche, stato che rende le persone con Hiv non infettive. Ma i tre parametri entro il prossimo decennio dovranno salire al 95%: un obiettivo che l’Onu considera determinante, insieme alla prevenzione primaria, per sconfiggere l’Aids entro il 2030. A questi target la convenzione affianca un quarto obiettivo fondamentale, da raggiungere prima possibile: “zero stigma” nei confronti delle persone con Hiv. Prevista, infine, una stretta integrazione con i servizi per lo screening e la cura di tutte le altre infezioni sessualmente trasmissibili, delle epatiti virali e della tubercolosi.

A Latina l’ospedale segue circa 600 persone Hiv positive, delle quali il 99% non è più contagioso. "Ci sono però forse altre circa 300 persone - spiegano i consiglieri di Lbc - che sfuggono ancora alla conoscenza del proprio stato. Sono i dati emersi nel corso della commissione. Dati non allarmanti, ma che vanno tenuti sotto controllo. È stato creato anche un centro per le gravidanze per donne sieropositive ed un ambulatorio PreP (profilassi pre-esposizione) che collabora con diverse associazioni del territorio per diffondere la conoscenza". “Tutto quello che stiamo facendo è la cornice di quanto questa amministrazione ha da sempre seguito e sostenuto, garantendo adesso anche un luogo fisico alla rete di rapporti intessuta in questi anni", spiega Chiara Grenga, vice presidente della commissione Welfare. “L’adesione a Fast-Track Cities è netta da parte dell’amministrazione – ha aggiunto in commissione l’assessora Patrizia Ciccarelli – che si impegna responsabilmente in un percorso ambizioso e sfidante. Gli spazi che stiamo acquisendo dall’Ater al Nicolosi, creeranno un presidio e allo stesso tempo un luogo neutro per offrire un più facile accesso all’informazione, alla prevenzione e alla conoscenza”.

“Il beneficio di un’attività di sensibilizzazione, diffusione, prevenzione come quella proposta a cui l’amministrazione dà tutto il suo sostegno – afferma il consigliere Emanuele Di Russo, presidente della commissione – è per tutta la comunità e richiede la responsabilità e un accompagnamento fraterno oltre che sanitario e scientifico di tutti. Fast-Track cities va inteso come un acceleratore di buone pratiche che sul nostro territorio trovano già buon riscontro e che proprio per questo, con una definitiva“terapia d’urto”, possono raggiungere l’annullamento del problema entro il 2030”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

LatinaToday è in caricamento