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Cene a 4 mani: quando un ristorante diventa mezzo di promozione del territorio

Nati per celebrare gli anni di attività di Seguire le Botti, gli appuntamenti gastronomici con i grandi chef diventano un modo originale per promuovere le eccellenze dell’Agro Pontino

Al giorno d’oggi l’enogastronomia non è più andare al ristorante, mangiare e bere bene e a sazietà, o almeno non soltanto. Al giorno d’oggi, molto più che in passato, ciò che si beve e ciò che si mangia è il racconto di un territorio, un approccio ben preciso al lavoro, una filosofia di vita e di cucina.

E se i tanti programmi dedicati a ricette, cucine e chef, hanno un po’ sdoganato certe dinamiche e posto l’attenzione su un certo modo di portare avanti una professione, il grande pubblico spesso non sa cosa ci sia realmente dietro alla conduzione di un ristorante, all’ideazione di un menù, alla scelta di piatti e ingredienti.

Quando occorre far quadrare i conti di una attività ma si vuole porre attenzione alla qualità entrano in campo inevitabilmente oltre che le competenze tecniche anche la passione verso ciò che si ha tra la mani e in bocca, l’amore per i sapori, gli odori, i cicli stagionali, la creatività e l’intelligenza per dosare, sperimentare e osare.

Ma tanta creatività ha bisogno anche della sensibilità di chi si siede a tavola e gusta i piatti proposti. Non a caso ormai si parla di ristoranti gourmand e non più solo gourmet, non si parla più solo di alta cucina, ma di capacità di riconoscere e assaporare piatti, prodotti, abbinamenti, tipi di cotture da parte degli chef e ormai anche dei clienti.

Queste caratteristiche non si trovano ovunque, ma nella provincia di Latina iniziano a farsi strada importanti realtà che propongono al pubblico un maturo approccio alla ristorazione e all’enogastronomia.

È il caso del percorso fatto negli ultimi tre anni dal ristorante Seguire le Botti, progetto culinario di Cantina Sant’Andrea che vede come chef Pasquale Minciguerra, napoletano d’origine e ormai pontino d’adozione.

Tanta è infatti la sua esperienza nella provincia di Latina dove lavora ormai da diverso tempo e tanto è il suo amore per i prodotti della nostra terra, così fertile e così ricca di varietà e qualità tanto da poter soddisfare ogni guizzo creativo gastronomico un po’ in tutte le stagioni.

Sono un tributo alla nostra terra gli appuntamenti delle Cene a 4 mani, pensati per celebrare di anno in anno la storia del ristorante e realizzati dallo Chef Minciguerra insieme a importanti ospiti.

Da sinistra chef Pasquale Minciguerra e chef Simone Nardoni

In questa occasione per celebrare il terzo anno di attività, Minciguerra ha invitato a cucinare con lui Simone Nardoni chef del ristorante stellato Essenza di Terracina.
I due chef sono considerati alfieri della valorizzazione dei prodotti dell’Agro Pontino, un territorio spesso conosciuto per le sue bellezze naturali e paesaggistiche e troppo poco apprezzato per la varietà e qualità dell’offerta enogastronomica. Entrambi gli chef infatti lavorano per nobilitare l’essenza del prodotto con guizzi di creatività e arditi accostamenti in un menù che sembra “una elegante danza di sapori e suggestioni che – tra tecniche impeccabili e richiami regionali – non trascura il gusto”.

Cena a 4 mani Minciguerra-Nardoni - Baccalà, zucchine e gelato di alici e mozzarella

Infatti si sono tenuti in un tripudio di sapori, forme, colori e profumi gli scorsi 22 maggio e 5 giugno gli appuntamenti celebrativi del territorio pontino delle “Cene a 4 mani”.

Ho pensato che ospitare un amico, che è anche un’eccellenza della nostra regione, fosse il miglior modo per celebrare questo terzo compleanno” afferma Pasquale Minciguerra. “Queste occasioni di confronto sono uno stimolo per me e la brigata per riflettere sulla strada percorsa finora, sul nostro lavoro e sul percorso che abbiamo di fronte”. Ed è stata pronta la risposta dello chef Nardoni: “Sono stato molto felice di ricevere questo invito, sarà divertente per entrambi mettere insieme i modi di raccontare la nostra terra. Quando si decide di rimanere in provincia, lo si fa per vocazione, per una passione che parla di meravigliosi prodotti locali”.

Una cena che è come una sonata al pianoforte con quattro mani e due stili diversi caratterizzati dal forte legame con la terra e con il mare, con le primizie vegetali, casearie e di carne locali, il tutto accompagnato dai vini della Cantina Sant’Andrea.

Cena a 4 mani Minciguerra-Nardoni - Amuse-bouche

Un menù tutto da scoprire nel quale si possono gustare i prodotti di stagione: dopo gli Amouse Bouche una Tartare di ventresca di tonno, granita di jalapeno e friggitelli, acqua di pomodoro Marinda e pistacchio di Nardoni come primo antipasto, seguito dall’unico prodotto di mare del ristorante nel secondo antipasto firmato da Minciguerra il Baccalà con zucchine alla scapece e gelato di alici e mozzarella. Si prosegue con il primo piatto un Bottone croccante…ricordo di parmigiana, un raviolo croccante (una sorta di gyoza locale) nel quale Nardoni nasconde come in uno scrigno, una gustosa parmigiana di melanzane. E così l’arte degli chef si alterna e si prosegue con il secondo di Mincigerra: Coniglio, peperoni e cous cous speziato, una gustosa e creativa rivisitazione di un classico abbinamento, servito in più lavorazioni: carrè alla brace, spiedino di coscia e lombetto alle erbe e pancetta. Ci si avvia alla conclusione della cena con il predessert di Andrea Amato, Liquirizia, asparagi, bietolina e limone...delizie di stagione, e il dessert Come una fragola Favetta, golosa celebrazione di uno dei prodotti più apprezzati del territorio.

Quando un ristorante che celebra il territorio non è più “solo” un’attività commerciale, ma diventa un discorso culturale, turistico e infine anche sociale di grandissima importanza, soprattutto per un territorio che cerca di costruire e far conoscere una propria identità riconoscibile, come è la provincia di Latina.  

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