rotate-mobile
social Strada Nettunense, 1227

Il menù primaverile di Satricvm: quando il cibo diventa un’esperienza multisensoriale

Il nuovo menù del ristorante pontino è ispirato all’Odissea: racconta una storia attraverso il sapore di piatti di qualità

Ormai si sa, la buona ristorazione non è più soltanto mettere in tavola dei buoni piatti e creare nel proprio locale un’atmosfera piacevole. La ristorazione moderna è quella che coniuga il piacere estetico nell’osservazione dei piatti, l’occhio che appaga ancor prima del gusto, per poi passare al sapore, con il palato che cerca e riconosce prodotti di qualità, la tecnica nelle preparazioni, gli abbinamenti più particolari, una ricerca che va al di là della mera combinazione dei prodotti.

Oggi la ristorazione è anche il racconto del territorio, il racconto dell’esperienza di vita dello chef, dei suoi interessi, delle sue curiosità ed è così che nascono i menù più raffinati, pieni di profumi e sapori che rendono felici i commensali.

Ne è un interessante esempio il nuovo menù del ristorante Satricvm di Max Cotilli e Sonia Tomaselli che si trova a Le Ferriere tra Latina e Nettuno. Un ristorante nato nel 2010 dopo il lungo peregrinare dei due titolari che hanno fatto esperienza in diverse parti del mondo come chef e come direttrice di sala e sommelier, collaborando con grandi come Giorgio Locatelli, Maro Torri, Stefano Cavallini, Gordon Ramsay, solo per citarne alcuni.

Un menù partito dal 4 aprile e che sarà disponibile fino alla fine dell’estate, che racconta i sapori e i profumi del Mediterraneo, l’Italia che entra in contatto con i paesi che si affacciamo sul “mare Nostrum” nel racconto dei racconti: l’Odissea.

Si perché è proprio il poema omerico a ispirare lo chef Max Cotilli che ha dato vita ai due percorsi di degustazione: Nessuno (cinque portate) e Itaca (otto portate).

Non si tratta solo di prodotti di altissima qualità, legati alle stagioni, piccoli produttori, filiere controllate, di tecniche acquisite con anni di esperienza in tutto il mondo e sperimentazione: ogni piatto diventa una esperienza che fa parte di un racconto dall’antipasto fino ai dolci.

Ed è così che ci si ritrova davanti Circe (nella foto di Lido Vannucchi): un promontorio gustoso che è anche la maga che trasforma Ulisse e i suoi in maiali, ovvero una pita greca ripiena di tonno crudo e cotto, coperta da un leggero velo di ricotta, a soddisfare prima l’occhio e la fantasia e poi il palato.

cotilli_satricum_circe_foto_vannucchi

Ci si trova in tavola Polifemo, una ricciola marinata nel grasso di pecora e glassata con acqua di zafferano, che ti scruta e ti fa sorridere prima di essere gustato.
La tela di Penelope, che attende il suo Ulisse e cerca di proteggersi dai pretendenti tessendo di giorno e disfacendo tutto di notte, diventa un intreccio di fili di pasta di semola e grano con farina di lino.

cotilli_satricum_polifemo_foto_vannucchi

E in questo menù c’è tanto del Mediterraneo: oltre alla Grecia, c’è la Sicilia, la Calabria, la Sardegna, il Golfo di Gaeta e anche un omaggio a Nettuno, la città natale dello chef Cotilli, perché è bello conoscere il mondo, ma “nessun posto è bello come casa”.

cotilli_satricum_nettuno_sonia_tomaselli_foto_vannucchi

Dunque Satricvm per questi mesi cambia veste assecondando questo menù “letterario” e anche il locale, pensato in armonia con la natura, prende le fattezze sognanti e marine dei piatti, per donare ai clienti un percorso multisensoriale.

Satricvm è l’esempio della ristorazione moderna che cura il gusto ma anche l’esperienza del mangiare, dell’assaporare il cibo arricchito di contenuti.

cotilli_satricum_coccole_divine_olimpo_foto_vannucchi

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il menù primaverile di Satricvm: quando il cibo diventa un’esperienza multisensoriale

LatinaToday è in caricamento