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Degrado urbano

“Nicolosi, da modello urbanistico all’avanguardia a quartiere nel degrado”

Redazione

“Nel Quartiere Nicolosi il degrado la fa da padrone, e nessuno interviene. In ottant’anni il quartiere è passato dall’essere un modello urbanistico all’avanguardia, ancora oggi studiato dalle università, a rappresentare  un’area a rischio sotto il profilo strutturale e sociale”.

A denunciare lo stato di degrado e di abbandono di uno dei quartieri storici del capoluogo pontino è Davide Giorgi dell’associazione “La Mia Città” attraverso una lunga nota che riportiamo integralmente:

Era il lontano 1934 quando alla presenza di S.E. Benito Mussolini venne inaugurato il 1° lotto delle case popolari e negli anni a seguire altri lotti del quartiere che successivamente prese il nome del suo progettista, l’ing. Giuseppe Nicolosi.
il quartiere Nicolosi in quegli anni era stato progettato e costruito per ospitare le famiglie degli operai impiegati nella grande opera di bonifica in cui il regime fascista era impegnato: operai che venivano dalle più disparate zone della Penisola e che parlavano i dialetti di più difficile comprensione (veneto, friuliano, romagnolo ecc.) per cui ogni costruzione fatta all’interno del quartiere serviva a far sì che gli abitanti dello stesso familiarizzassero e costituissero una comunità. Obbiettivo sicuramente raggiunto nel tempo visto l’attaccamento che ancora oggi gli eredi dei nuovi abitanti della Città nuova mostrano per il loro quartiere, compresi noi che scriviamo.
Fatta questa premessa chi legge potrebbe pensare che si parli del miglior quartiere che oggi Latina si vanta di avere ma aimè non è cosi: al contrario si parla di un ormai storico quartiere dove il degrado la fa da padrone e dove problemi come spaccio, prostituzione e forte presenza di immigrati clandestini sono sotto gli occhi di tutti e di quei residenti storici (pochi) e non che vi abitano. 
Oggi nel quartiere Nicolosi le palazzine sono ormai fatiscenti ed è facile vedere bambini che giocano a pochi metri da una famigliola di topi in cerca di cibo; gli appartamenti vengono facilmente occupati e la notte, per via del buio che regna sovrano nei lotti, hai paura anche ad attraversarlo.
Oggi il quartiere Nicolosi è in pieno degrado e rappresenta un’emergenza di pubblica sicurezza!
Dal 1934 fino agli anni 70 il quartiere è stato totalmente di proprietà dell’allora Icp, che in quegli anni un minimo di manutenzione la faceva. In seguito si diede la possibilità agli assegnatari di riscattare l’immobile così da renderlo privato, i privati però non sempre disponevano di fondi per la manutenzione di loro competenza e quindi le cose iniziarono a peggiorare. Per quanto riguarda le aree pubbliche, le amministrazioni che si sono succedute in Comune mai hanno mostrato interesse alla riqualificazione del quartiere, ed oggi ci si trova con marciapiedi malridotti, lampioni spenti e un vecchio mercatino che anche grazie all’associazione “La Mia Città”, che mi onoro di presiedere, siamo riusciti a far demolire.
Ad onor del vero l’amministrazione del sindaco Zaccheo riuscì a far arrivare con i contratti di quartiere 10 milioni di euro per opere di riqualificazione ma l’incapacità della successiva amministrazione Di Giorgi–Cirilli per via delle proprie lentezze li ha fatti revocare.  
Oggi il quartiere Nicolosi, nonostante tutti i problemi che lo assillano, è ancora oggetto di studio di diverse università anche straniere per la sua caratteristica costruzione e per le sue forme razionaliste uniche in Italia: è per questo che noi dell’associazione “La Mia Città” vogliamo rilanciare il quartiere con idee realizzabili (come abbiamo fatto con la demolizione della parte fatiscente del mercatino) e progetti seri come quello di un’illuminazione all’interno dei lotti in modo da scoraggiare i malintenzionati a passare lì le loro nottate
”. 
 

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