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Degrado urbano

Degrado nella zona dei pub, lettore: “L’area va liberata e restituita alla ‘normalità’”

Via Neghelli · Centro

Quella della zona dei pub, il triangolo della movida del capoluogo pontino affollato di giovani soprattutto nel fine settimana, è una questione tra le più spinose.

Di seguito pubblichiamo la lettera che ci ha inviato un nostro lettore.

Queste righe vogliono essere volutamente provocatorie perché vengano messi in risalto caratteri ed effetti deleteri di fenomeni che si vanno sedimentando ed estendendo nella città; per meglio mettere in evidenza non solo le assenze e i mancati interventi ma anche la miopia di chi dovrebbe gestire o controllare tali fenomeni.
Io ritengo che la zona pub sia un immondezzaio: non solo perché basta percorrere le stesse zone la mattina presto per vedere come l'uso e l'abuso riducono strade e marciapiedi e non solo perché le stesse strade, marciapiedi e non solo siano ricettacolo di topi e scarafaggi
La zona dei pub è zona attenzionata e frequentata da criminalità più o meno organizzata. Tanti fatti e vicende si sono ripetuti nel tempo, per cui non si può smentire questa affermazione. Droga, prevaricazioni, pestaggi e quant'altro.
La zona dei pub ha creato un contrasto e una conflittualità insanabile con quanti vivono e abitano nei palazzi insistenti sulle stesse vie.
I comportamenti sia dei frequentatori ma anche dei gestori dei locali sono spesso irrispettosi, quando non vandalici: musica da discoteca fino a tardi, urla, schiamazzi, pisciate nei portoni (mi si consenta l'espressione) rendono invivibile la zona.
I frequentatori dei locali sono giovani, spesso studenti. Questi trovano i locali aperti fino a tardi ed è abituale vedere ragazzi ,anche minorenni, che si attardano fino a notte fonda, passando da un locale all’altro, la qual cosa è profondamente diseducativa, con effetti immediati sugli impegni scolatici e lavorativi e sulla loro sanità mentale. Sono evidenti la complicità dei genitori o la loro incapacità di intervento.
La concentrazione di tali attività sta già e andrà via via alterando il tessuto civile e l'aspetto della città. Io lo chiamo effetto ghetto, senza voler offendere nessuno. I proprietari degli appartamenti della zona, di fronte a questa situazione, se possono, scappano via e si trasferiscono in zone più tranquille, cercando di affittare i locali "abbandonati"
Chi prende in affitto tali locali?
Gli stabili si svalutano e cominciano a evidenziare la mancanza di manutenzione
La zona diventerà un nuovo Nicolosi?
Che fare?
Io credo che la zona debba essere letteralmente liberata e restituita alla "normalità".
Queste attività non possono essere concentrate in zone limitate ma essere distribuite nella città e posizionate laddove non ci sono condomini.
Sicuramente deve essere resa molto più onerosa l'occupazione del suolo pubblico che fa da sfogo a locali troppo ridotti o angusti.
Queste attività devono avere superfici adeguate e i locali insonorizzati per non arrecare disturbo ai vicini
Queste attività non possono protrarsi fino a notte tarda ma devono rispettare un orario determinato
”. 

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Commenti (1)

  • Il tessuto sociale è ormai degradato alla base. Una volta ci si trovava nei cineclub o a casa di amici per parlare di tutto, magari anche di un libro. Adesso si cazzeggia per strada con la birra in mano fino alle tre a parlare di niente.

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