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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Coldiretti Latina, NO agli OGM

L'UE ha stabilito che ogni Stato Membro potrà decidere autonomamente se ocnsentire coltivazioni OGM o vietarle. In Italia sono molti più contrari, mentre solo in 5 Paesi europei si continuano a piantare.

Liberi OGM in Libero Stato? Ma anche NO! L’Italia, e quindi anche la provincia di Latina oltre che l’intera regione,  è libera di non coltivare Ogm come ha fatto fino ad ora e come chiedono quasi 8 cittadini su 10 (il 76 per cento)”. E’ questo l’incipit col quale Coldiretti Latina, per bocca del suo direttore Saverio Viola, afferma la sua soddisfazione per l’obiettivo raggiunto.

L’ accordo politico europeo  raggiunto dai ministri dell’Ambiente, riconosce la libertà dei singoli Stati di coltivare o vietare sul suolo nazionale le colture geneticamente modificate (Ogm), senza incorrere in sanzioni o ricorsi giudiziali.

I tiri e molla che si sono avuti a suon di sentenze e ricorsi al TAR non hanno mai fatto chiarezza su come doveva essere affrontato questo annoso tema, ma ora sembra appunto che chiarezza sia stata fatta. Coldiretti definisce importantissimo il risultato ottenuto che vede premiate le richieste di coltivatori, ma anche ambientalisti e semplici cittadini che da tempo si battono affinché le colture italiane restino prive di OGM.

Avere coltivazioni OGM Free per Coldiretti resta sinonimo di qualità agroalimentare, per la tutela della biodiversità e dei processi produttivi che rendono unici i rapporti tra territorio di appartenenza e produttori. Questo è l’unico modo affinché si mettano a riparo i processi produttivi tradizionali che caratterizzano il Made in Italy, evitando a tutti i costi l’omologazione portata dalle colture  in cui sono presenti organismi geneticamente modificati.

Il direttore Viola dichiara in una nota “Questo è il vero progresso: stare sul mercato da imprenditori, sforzarsi di elaborare un progetto economico innovativo che punti su multifunzionalità, qualità e Made in Italy; non invece rincorrere un prodotto uguale in tutto il mondo, le cui sementi sono appannaggio di poche multinazionali, col miraggio di produrre di più per aumentare il reddito (questo è quello che raccontano i sostenitori dell’Ogm), quando è sotto gli occhi di tutti che l’azienda agricola media nostrana non è socialmente e strutturalmente concepita per la quantità, ma per la qualità”.

Per  Carlo Crocetti, presidente di Coldiretti Latina “ le coltivazioni Ogm sono anti-economiche, altrimenti si sarebbero diffuse a macchia d’olio in Europa e nel mondo. Sono rimasti solo cinque su ventotto, i paesi Ue che li coltivano: Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania, con appena 148 mila ettari di mais transgenico Mon 810 commercializzato dalla Monsanto, piantati nel 2013, la quasi totalità in Spagna. La Francia li ha vietati recentemente con legge”.

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