Daniele Nardi, il ricordo dell'ultramaratoneta Leo in vetta al monte Semprevisa

L'atleta novarese in vetta a 1536 mt con la maglietta delle sue sfide estreme e quella dedicata all'alpinista setino, portata al traguardo della Arrowhead: la 217 km sulle nevi del Minnesota a -30°

Agostino Nardi e Simone Leo

Amicizia

Una camminata sul monte Semprevisa, tra Sezze e Bassiano, toccando quota 1536 metri per lasciare sulla cima Nardi la maglietta azzurra delle sue gare estreme e mostrando quella dedicata a Daniele, l’alpinista setino, che ha portato con sé al traguardo della Arrowhead, l’ultra maratona attraverso le nevi del Minnesota.

Simone Leo, di Novara, residente a Milano, era amico di Daniele Nardi, scomparso sul Nanga Parbat, in Pakistan, nel febbraio del 2019. Leo è un ultramaratoneta che ha centrato il traguardo delle Sette Sorelle, le sfide impossibili da 217 km e più, alle quali prendono parte solo gli sportivi eccezionali: “Daniele – dichiara Leo - mi aveva fatto i complimenti dopo avere corso  in California nella Valle della Morte (50°), ma mi aveva anche fatto la battuta dicendo che al caldo erano capaci tutti, sfidandomi a correre al freddo e così mi sono iscritto all’Arrowhead in Minnesota. Centrato l'obiettivo, dovevamo scambiarci la mia maglietta con la sua piccozza. Purtroppo non è stato possibile ed ecco che sono andato sulla sua montagna insieme al papà di Daniele, Agostino, e il mio amico Armano Quadrani (maratoneta). Una giornata bellissima”.  Con Daniele Nardi, ha sempre condiviso il senso dell’impresa, dove un traguardo non era tale se dopo non ce ne fosse stato un altro da raggiungere. Stavolta per Leo non è stata un’impresa, ma un modo simbolico per sentirsi più vicino a Daniele: “Bisogna sempre porsi un obiettivo, nello sport come nella vita. Raggiunto il traguardo, ci si sente migliori. La metafora può essere la corsa per me, mentre per Daniele era la montagna”. 

Entrambi ambasciatori. Se Daniele Nardi lo è stato per i Diritti Umani, Simone Leo lo è per la Via della Felicità, 21 precetti per una guida basata sul buon senso per una vita migliore: “Correre fine a se stessi non ha senso – conclude  Simone Leo –, ma se si riesce a trasmettere qualcosa a più persone, ispirandole in senso positivo, abbiamo fatto bene il nostro lavoro”.

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Scheda

Simone Leo, 42 anni, ferroviere ed ultramaratoneta. Oltre ad aver vinto competizioni sulla distanza superiore ai classici 42 km e 195 mt della maratona, si è distinto per aver preso parte alle gare podistiche più estreme, ogni volta “Spostando il Limite”, il titolo del libro che racconta le sue imprese straordinarie. E’ riuscito così a chiudere il cerchio ideale, quello delle Seven Sisters, le Sette Sorelle, tutte da 217 km a salire. Gare che prevedono solo brevi pause ristoro e alle quali di può partecipare esclusivamente su invito degli organizzatori. Dalla Atene - Sparta - Atene che conta ben 490 km, ai 217 km a 50 gradi nella Valle della Morte in California (2018). L’ultima impresa, la Arrowhead,  il 27 gennaio 2020, quando in 59 ore e 28 minuti  ha percorso 135 miglia (217 km) nel Minnesota , coperto dalle nevi a -30°. Non è un caso che Simone l’abbia definita la sua impresa più difficile, dedicandola a Daniele. In Italia, Ungheria, Grecia, Brasile, Stati Uniti, ovunque abbia terminato le sue fatiche ha sempre tagliato il traguardo assieme alla sua bandiera italiana con al centro il logo de La Via della Felicità, una iniziativa internazionale dedicata al buon senso di cui è testimonial sin dalle sue prime imprese, con particolare attenzione al rispetto della natura e dell'ambiente. In quarantena ha corso una maratona nel suo appartamento a Cinisello Balsamo, per la  raccolta fondi per la Protezione Civile. A Simone Leo verrà intitolato il "Bosco dei Runners": 150 nuovi alberi verranno piantati a settembre all'interno del Parco Nord Milano di cui sarà testimonial lo stesso maratoneta, che attraverso una serie di eventi promuoverà l'attività motoria ed i valori green a partire dalle scuole.

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