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Il Latina scrive la storia! La salvezza è raggiunta: sarà C1 ancora una volta

I nerazzurri alla fine ce l'hanno fatta: non era facile espugnare Trieste, eppure ... L'anno prossimo sarà di nuovo Lega Pro: la riconferma per i pontini è più che meritata

Alla fine il Latina ce l’ha fatta a portare a termine la missione. Una gioia infinta per la piazza e la folla festante che ha accolto il rientro della squadra intorno alle 10.20 di ieri sera. Non era facile uscire indenni dal “Rocco”, in primis perché l’impegno era di quelli sentiti, dove non sono ammessi gli errori (e a volte in questi casi il pallone tra i piedi diventa una bomba a orologeria); poi Galderisi recuperava pezzi importanti, come Godeas, uno che in fatto di mettere apprensione alle difese ha pochi eguali nella categoria. Insomma, alla vigilia il clima intorno alla squadra era di cauto ottimismo nonostante l’ottimo biglietto da visita del 2-0. . La paura di non riuscire ad attutire l’onda d’urto degli alabardati era viva. Sanderra strada facendo ha anche perso pezzi importanti, come Matute e Berardi: uno squarcio nel centrocampo nerazzurro. Contro ogni pronostico è scesa in campo una formazione rimaneggiata e abbottonata (con Agius addirittura adattato a frangiflutti davanti la difesa). E aggiungendo al tutto un Jefferson a mezzo servizio, si andava profilando una partita di tutta sofferenza. Così è stato, ma i nerazzurri hanno saputo stringere i denti giocando a testa alta, dimostrando di meritare la categoria. Hanno tirato fuori carattere e personalità: il ringraziamento per l’impegno profuso s’impone. Soprattutto lo si deve all’artefice primo di questa agoniata salvezza, mister Sanderra, uno che dalla deriva ha saputo riportare la barca su rotte sicure ... Complimenti mister!

ECCO LE BARRICATE - Come non detto: alla vigilia si pensava di poter recuperare almeno Simone Berardi, da inserire nel centrocampo a tre, e invece il capitano non si sedeva neanche in panchina. Sanderra ha fatto di necessità virtù avanzando il centrale di difesa Agius a vertice basso di centrocampo (con Burzigotti e Farina coppia centrale di difesa). Nell’undici titolare ha trovato spazio a sorpresa anche Ricciardi (buona prestazione la sua), schierato in mediana con Burrai. Mentre In avanti Sanderra ha proposto il trittico Tortori-Bernardo-Falzerano, per non farsi mancare niente e andare comunque alla ricerca del gol. Insomma squadra rivoluzionata (nonostante il modulo rimanga lo stesso), ma soprattutto abbottonata, con più giocatori votati alla fase difensiva. Questa sì che è tattica.

SONTUOSO BURRAI - L’uomo copertina della giornata non poteva che essere Salvatore Burrai, il regista sardo autore della preziosa doppietta. Il centrocampista, prodotto del vivaio Cagliari, alla fine si è rivelato decisivo per le sorti dei colori nerazzurri, dopo aver disputato la seconda parte di stagione (è arrivato a Latina col mercato di gennaio, ndr) a buoni livelli, ma senza esplodere letteralmente. Oggi è stato decisivo, prima con il rigore magistralmente eseguito (spiazzato Vigorito, ndr), e poi con la punizione del pareggio, ben indirizzata (ma qui ci sono le colpe del giovane portiere di riserva degli alabardati). Una doppietta che peserà nel curriculum di questo giovane classe ’87. Il premio potrebbe essere quello di vestire la casacca di una squadra importante l’anno prossimo, chissà. A Piazzale Prampolini, certamente, di uno come lui non si priverebbero.

“ROCCO” FANTASMA - Alla vigilia Galderisi aveva invocato il paròn Rocco per riuscire nell’impresa, e invece il paròn non si è "materializzato". Entrando in campo ieri si assisteva a uno spettacolo paradossale: da una parte gli irriducibili della curva Furlan (alabardata, ndr), dall’altra uno sparuto gruppo di tifosi nerazzurri (con gli appartenenti ai gruppi organizzati appena fuori lo stadio); nel mezzo uno stadio tristemente semideserto, non proprio il massimo spettacolo per il calcio. E sulle reali possibilità di “mettere pressione” in queste condizioni si avanzano seri dubbi. Peccato, gli stadi sono sempre più vuoti a questi livelli, e probabilmente lo saranno sempre di più. Una piaga che si aggiunge alle tante che stanno infettando il più bel gioco al mondo. 

LA GIOIA DEL SINDACO DI GIORGI

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