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Calcio, la Paganese c’è (e il Latina ringrazia)

Pioggia di gol ieri al "Torre" di Pagani fra gli azzurro stellati e la diretta inseguitrice del Latina: l'Avellino. Una brusca battuta d'arresto per i lupi irpini che dovrà far riflettere

Non ce l’immaginavamo certo così il finale di Paganese-Avellino, ma non disdegnamo, anzi! Ieri il “Torre” di Pagani versava ancora una volta in condizioni pessime (si è giocato sotto la pioggia battente, ndr). Alla fine l’ha spuntata la squadra che ha avuto più gamba (da affossare nel fango). Bene così per il Latina, benissimo. Ora i pontini staccano l’Avellino a +2 (37 contro 35) e possono dormire sonni più tranquilli in attesa della decisione del giudice sportivo sul ricorso avanzato dalla dirigenza della Paganese sull’ormai nota  telenovela del “buco di Pagani”. Que serà serà cantava Doris Day. Il Latina attende sereno ogni sentenza giuridica e se si dovrà (eventualmente) tornare a far parlare il campo, che campo sia (e sarà sempre il falcidiato manto erboso del “Torre”).

AVELLINO ALLE CORDE – Nonostante il campo in pietose condizioni, ieri si è vista una partita ben giocata da entrambe le parti. L’Avellino ha attaccato (e molto) sulle prime battute, infilandosi nelle larghe maglie azzurro stellate, “ben disposte” a subire le sfuriate avversarie con una difesa a 3 poco allacciata al centrocampo. E infatti il gol dell’irpino Angiulli è arrivato proprio su un’azione di contropiede che ha trovato impreparata la difesa della Pagnese. Bello il gol, di pregevole fattura. Una segnatura che avrebbe potuto facilmente tagliare le gambe al morale dei padroni di casa (alla disperata ricerca di punti per agganciare la zona play-off e schivare la zona rossa dei play-out vicina a un punto). E invece nel secondo tempo arriva la reazione dei padroni di casa, con Caturano prima e Scarpa poi (58’ e 69’). Partita tutt’altro che chiusa verrebbe da dire, ma la risposta dell’Avellino tarda ad arrivare. Col passare dei minuti è la Paganese a far valere la sua più fresca tenuta atletica (Nunzella sulla fascia è un’ira di Dio, ndr). Probabilmente anche il campo ci mette del suo nel condizionare il gioco ospite e a fare di più le fortune degli azzurri. E quando Caturano sigla la sua doppietta personale si capisce che ormai la frittata è fatta: ecco materializzarsi 3 punti persi malamente. L’Avellino torna a casa con le ossa rotte e con tanti pensieri nella testa, ma magari la bella scoppola ci può anche stare, chissà (lo stesso Latina fu spazzato via nel girone d’andata in casa del Prato per 4-0); una batosta purificatrice (diciamo). La frustrazione dei lupi si legge tutta nel disperato tentativo del portiere Fumagalli di portare i suoi all’assalto del vascello (avanti pirati!) allo scadere del secondo tempo. Il portiere avanza palla al piede, ma proprio una gibbosità del campo gli fa perdere il pallone; Scarpa lo fa suo in quattro e quattr’otto e infila il povero Fumagalli scoccando il tiro da distanza siderale nella porta ormai sguarnita (una cartolina da Paganese-Avellino).

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