Di Giuseppe: "Non sono un delinquente, ma un ds che vuole ripartire e vincere a Latina"

La presentazione dell'ex Teramo inizia dalla combine con il Savona e la squalifica di 4 anni. Dalle prime mosse di mercato agli obiettivi futuri, per risolvere la crisi dei pontini

Difesa

Lo fa dall'estate del 2015. Continua a difendersi Marcello Di Giuseppe dalle accuse piovutegli addoso come macigni e sentenziate dalla squalifica di quattro anni. Il riferimento al passato è d'obbligo anche il giorno della presentazione al Latina Calcio 1932, perché è la prima società che gli dà credito, che lo fa ripartire come direttore sportivo. "Ho pagato le mie colpe secondo le accuse di combine - esordisce il neo ds nerazzurro -, ma non ho sentito in quattro anni di tesserati del Savona condannati. Né tantomeno sono stati trovati soldi della partita combinata". E' stato riabilitato Di Giuseppe. E' stato riabilitato nel mondo del calcio, cui aveva chiesto scusa, chiedendo una seconda possibilità: "E' il mio lavoro e il mio mondo. Sono quasi quarant'anni che vivo il calcio, ed era il minimo che potessi fare, facendomi carico delle responsabilità contestate". Pur nell'onesta intelletuale di certe dichiarazini, Di Giuseppe non si condanna mai fino in fondo, lasciando intendere che le cose potevano e dovevano andare differentemente. Altra eccezione: "Si parla esclusivamente della mia settimana di presunta combine, nell'arco di una carriera da ds, in cui ho valorizzato Lapadula e Donnarumma, che avevamo preso a costo zero". 

Oggi

Un ds che ha scontato la condanna sportiva, guarda avanti e pensa al lavoro da fare oggi: "Ringrazio il Latina, da dove riparto con voglia di vincere. Siamo obbligati, perché ci chiamiano Latina. E' bene che lo capiscano anche i giocatori". Sulla rosa le posizioni sono chiare. A partire dall'alta considerazione: "Sarebbe una mia grande vittoria vincere con questi giocatori, che ho ereditato. Facile pensare di venire qui e portarsi dietro altri giocatori. Il ds non è solo un'operatore di mercato, ma della squadra ne è responsabile. Il Latina ha qualità importanti, è anche questione di testa. Se facciamo bene con le prime della classe, perché non dovremmo dire la nostra? Ma sarà molto difficile vincere, se continuiamo a guardare la classifica. Pensiamo a riportare gente allo stadio e rimanere a breve distanze dalle prime. Poi a primavera faremo i conti. Nemmeno la Juve ha mai vinto un campionato ad aprile".

Nuovi 

Di Giuseppe ha definito il secondo movimento in ingresso del mercarto di riparazione. Si accasa a Latina il difensore centrale under uruguaiano, di passaporto italiano, Osvaldo Iorio Forestero. E' un  classe 2000, proveniente dal club Atlético River Plate, dove è cresciuto calcisticamente. Alla sua prima esperienza italiana. "Come tutti i sudamericani - dice Di Giuseppe - ha una buona tecnica, ma deve lavorare ancora molto. Non mi stupirei se un giorno facesse calcio a grandi livelli". Sul mediano Sergio Garufi: "Pensavo facesse una carriera più importante, ma il parere è sempre soggettivo. A 24 anni è comunque nel pieno della maturità calcistica e può fare bene", ha concluso il diesse.

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