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Martedì, 28 Maggio 2024
Calcio

Il ds Di Marco: "Sarò il primo tifoso dell'Insieme Formia. Un anno indimenticabile grazie ad Anelli"

Dopo l'addio al club pontino, il direttore sportivo racconta l'anno vissuto a Formia, suggellato dalla conquista della Coppa Italia d'Eccellenza

È stato un anno impegnativo e ricco di emozioni per l'Insieme Formia e per chi ha lavorato dietro le quinte, come Filippo Di Marco, direttore sportivo che solamente un anno dopo l'approdo nel club, dice addio ad una piazza che gli ha regalato una stagione indimenticabile, con la conquista della Coppa Italia d'Eccellenza. Ai microfoni di Latina Today, il dirigente racconta l'anno vissuto in biancoceleste.

Dopo un solo anno, la tua strada e quella dell’Insieme Formia si separano…

"È stata sicuramente una stagione intensa, ricca di impegni ma anche di gioie e soddisfazioni. Quando si inizia un percorso da zero, dove si deve rifondare tanto, ovviamente ci sono delle cose che vengono fatte bene e altre che vengono fatte male ma questo fa parte del percorso di ognuno di noi quando ci si approccia a lavorare in una piazza così importante con tanti impegni e situazioni delicate da gestire. Della mia esperienza in questa stagione porterò sempre il bellissimo rapporto che ho avuto con Alessandro Anelli, che per me è stato un punto fondamentale per la mia crescita e per la mia formazione a livello caratteriale. Ci tengo a ringraziare tantissimo anche l'avvocato Giuseppe Anelli, mister dell'attuale Juniores regionale. Insieme abbiamo vissuto delle esperienze bellissime dal punto di vista tecnico e della gestione della squadra che ha consolidato la terza posizione in classifica".

È stata una stagione per certi tratti difficile mentre per altri ricca di soddisfazioni. Cosa è significato per te riportare a Formia la Coppa Italia?

"La Coppa Italia è stata la ciliegina sulla torta. Non mi limito però sono a questo. Anche il passaggio del turno ai quarti di finale, dove siamo usciti per il 60% di colpe nostre e il 40% di meriti degli avversari... Sono ancora più consapevole del fatto che abbiamo gettato il passaggio nella partita d'andata contro il Campobasso: sono state commesse ingenuità evitabili che ci hanno purtroppo condizionato nella gara di ritorno, che comunque abbiamo giocato alla pari. Anche lì per una nostra mala gestione delle forze siamo arrivati con tanti infortuni e tante defezioni. Questa è la cosa che più mi rammarica. Siamo arrivati ad un pelo dal passaggio del turno che sarebbe equivalso al ripescaggio per la Serie D. Contro una squadra come il Campobasso non potevamo permetterci di commettere certe ingenuità. Comunque è stato un anno di lavoro duro e intenso fatto con la massima umità. Per un direttore sportivo la cosa fondamentale è gestire il gruppo mantenendo sempre un certo equilibrio e gestendo le problematiche che bisogna saper affrontare con la massima lucidità".

Con la proprietà e in particolar modo il presidente Anelli, avete lavorato a stretto contatto...

"Il mio rapporto con il patron Anelli è stato vero, bello, leale, sincero. Un rapporto dove insieme abbiamo lavorato a stretto braccio cercando di fare al meglio quelle che erano le direttive societarie. Insieme abbiamo affrontato tante situazioni importanti. Grazie al suo aiuto e al suo appoggio ho potuto lavorare con la massima professionalità. La sera ci trovavamo a scambiarci messaggi, passando notti insonni e cercando di risolvere le tante problematiche che purtroppo abbiamo affrontato, non soltanto sotto l'aspetto tecnico ma anche finanziario. Più si va avanti, più ci sono difficoltà e capisco i sacrifici che una piazza così deve affrontare. I problemi sono ad esempio quello del ridimensionamento delle sponsorizzazioni che possono aiutare le società... Ho capito da subito che il presidente ci ha messo sempre tutto il cuore e la passione, cercando di non far mancare nulla allo staff e alla società. Per questo dico che la figura di un direttore non riguarda solo la gestione tecnica ma è totale, affronta tutte le problematiche. Posso soltanto ringraziare il patron Anelli che è stato per me un vero e proprio esempio da seguire e ho trascorso con lui un anno indimenticabile".

Avevi iniziato un percorso che non riguardava solamente la prima squadra ma anche il settore giovanile, con l’arrivo di giocatori interessanti da far crescere per poi lanciare in piazze professionistiche, come accaduto a Leonardo Campagna. C’è la sensazione di aver lasciato “a metà” quanto cominciato?

"È stata una stagione importante per tanti aspetti. Mi sono occupato non soltanto della prima squadra ma anche dell'aspetto tecnico del settore giovanile. Sono stati valorizzati tanti giovani talenti che sicuramente verranno presi in considerazione da società importanti. Questi giocatori sono stati presi dalla società a titolo definitivo e questo rappresenta per la società una grande vittoria perché ha potuto allargare di molto il proprio parco giocatori. Giocatori del settore giovanile di grande prospettiva sono stati valorizzati e il trasferimento di Campagna ne è stato la prova. Sono cose che mi hanno fatto molto piacere perché vuol dire che si è lavorato con grande serietà, dedizione e lungimiranza per aver intravisto capacità importanti in questi calciatori. In prima squadra sono passati a Formia giocatori importanti che hanno dimostrato tutto il loro lavoro. Posso fare i nomi di Aniello Scognamiglio, Gianfranco Martino, Kabine Camara, Gaston Cesani, Tullio Medici, Francesco Savarise, Marco Gaita, Federico Buglia... E Giovanni Durazzo, che è diventato un giocatore importante e l'anno prossimo avrà un'esplosione importante. Poi le conferme di giocatori come Cesani, centrocampista importante per la categoria. Sono stati calciatori che hanno dato a Formia delle prestazioni e dei rendimenti importantissimi. Sono stati valorizzati poi tanti giovani, come il portiere che è stata una delle rivelazioni insieme a Campagna. Mi dispiace solo per il fatto che sia stato lasciato a metà questo discorso ma questo non significa che la stima per il patron Anelli sia svanita. Lui mi ha dato la forza e lo stimolo di fare sempre bene e di dare il massimo per la società".

I tifosi ti hanno dedicato un post su Instagram dopo la notizia del tuo addio. Cosa vorresti dire loro al termine di questa avventura?

"Le parole sono superflue. Dare un giudizio a questa gente, al calore e all'affetto che ci hanno dimostrato, non si può perché non esiste paragone. Non dimenticherò mai la loro presenza in Coppa, anche in Sardegna. Non dimenticherò mai il loro calore, quindi parlare della tifoseria formiana per me rappresenta strapparmi il cuore e darglielo in mano. Sono qualcosa che il calcio ti regala. Il calcio deve vivere di queste emozioni, loro sono il bene della città e dello sport. Grazie a gente così, si vive per la partita della domenica. Dare a loro soddisfazione è la vittoria più bella che si possa avere".

Guardandoti alle spalle, cosa ti lascia dentro questa stagione?

"Lascio alle spalle un rapporto vero e sincero con la famiglia Anelli, in particolar modo con il figlio Giuseppe, tecnico della Juniores. Lascio tanto a livello di emozioni e di lavoro perché per me vivere questa esperienza insieme a loro è stato un onore, è stato gratificante e bello. Sono convinto che il patron il prossimo anno farà una squadra importante per vincere questo campionato. Sarebbe stato un sogno per me farlo insieme a lui ma purtroppo le cose sono andate diversamente. Sarò il loro primo tifoso, ci sarà sempre rispetto e gratitudine per la famiglia Anelli. Auguro a loro le migliori soddisfazioni".

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