Daniele Nardi sul Nanga Parbat, interviene l'ambasciatore: riprogrammati i soccorsi

Ore di apprensione per l'alpinista di Sezze e per il britannico Tom Ballard di cui non si hanno notizie da tre giorni

Foto: profilo Facebook Daniele Nardi

Sono ore di apprensione per l'alpinista originario di Sezze Daniele Nardi e per il britannico Tom Ballard, entrambi impegnati nella scalata in inverno sul Nanga Parbat. Di loro non si hanno più notizie da domenica pomeriggio. né con il telefono satellitare né alla radio collegata con il loro campo base dove sono presenti un ufficiale di collegamento e due cuochi.

Questa mattina lo staff di Nardi ha riportato questo sulla pagina Facebook. "Alle 6,30 - si legge - c’è stato il primo collegamento con il campo base che, dopo aver osservato attentamente il percorso e le possibili vie di fuga, come la discesa dalla via Kinshofer, ha escluso la presenza di alpinisti in movimento, le osservazioni sono mantenute costanti". Sempre questa mattina era stato attivato il sistema di soccorso pakistano con un elicottero pronto ad effettuare una perlustrazione sulla montagna. Il soccorso però non è potuto partire. A causa di un'emergenza nazionale legata al conflitto tra Pakistan e India, lo spazio aereo pakistano è stato chiuso e l’elicottero in stand by a Skardu non è potuto decollare. Da Islamad è stato fatto partire l’alpinista pakistano Karim Hayat, compagno di spedizione fino a fine gennaio di Nardi e Ballard, che presumibilmente potrà raggiungere il base domani sera.

Il nuovo aggiornamento comparso sulla pagina Facebook nel pomeriggio di oggi riporta il fatto che del caso si è interessato l'ambasciatore italiano in Pakistan Stefano Pontecorvo, che è riuscito ad ottenere l'autorizzazione ad effettuare il volo dell'elicottero che era stato programmato questa mattina e poi fermato per la chiusura dello spazio aereo pakistano a causa delle tensioni con l'India. A causa dell'arrivo del tramonto il volo è stato però riprogrammato. 

"Al campo base - si legge ancora su Facebook - è arrivato il buio e la spasmodica osservazione della parete, che è proseguita tutto il giorno con nel cuore la speranza di intercettare un movimento, non si è interrotta e proseguirà durante la notte alla ricerca di individuare la luce di una lampada frontale. Continuano i contatti e le attività che possono contribuire a facilitare il raggiungimento del campo base e la parete sia da terra lungo la valle Diamir, sia con l’elicottero. Ogni ipotesi e possibilità non viene trascurata".

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