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“Latina e Carpi non possono salire in A”: i due sindaci contro Lotito

Nota congiunta di Di Giorgi e Bellelli, dopo le dichiarazioni del presidente della Lazio circa le conseguenze di una possibile promozione in A di squadre di provincia: "Queste frasi umiliano città e società"

Esplode, anche in provincia di Latina, la polemica dopo le parole pronunciate dal presidente della Lazio Claudio Lotito durante una telefonata con Pino Iodice, dg dell’Ischia. Telefonata che risale alla fine di gennaio e che è fu registrata dallo stesso dirigente del club campano di Lega Pro e pubblicata nella giornata di ieri dal quotidiano La Repubblica, che ne ha diffuso anche l’audio sul suo sito.

"Ho detto ad Abodi: se me porti su il Carpi...se me porti squadre che non valgono un c... noi tra due o tre anni non c'abbiamo più una lira. Se c'abbiamo Frosinone, Latina, chi li compra i diritti?..” è uno dei passaggi della telefonata pubblicata sul quotidiano.

Parole che hanno fatto insorgere anche i sindaci delle due città di Latina e Carpi, Giovanni Di Giorgi e Alberto Bellelli, che hanno diffuso una nota congiunta.

“Le frasi di Lotito offendono le due città ma anche le intere comunità di territori molto attivi e di grandi tradizioni sportive e culturali. Il calcio deve andare avanti con regole dettate dalla meritocrazia non con i diritti Tv e non con oscure trame di palazzo. Non possiamo essere giudicati da Lotito sulla base dei diritti televisivi.

Se i vertici del calcio italiano – affermano i due sindaci - credono che le squadre di provincia non possano andare in Serie A, questo non è in linea con lo spirito dello sport.
Lotito dovrebbe essere il garante di tutte le squadre per il suo importante ruolo federale, le sue frasi sono gravi e umiliano società e città come Latina e Carpi che con enormi sacrifici stanno raggiungendo risultati importanti”.

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