Marco Tosarello (Anddos): “Promuovere nello sport una cultura dell'integrazione”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Dopo le nuove polemiche che hanno travolto il presidente Carlo Tavecchio della FIGC a seguito di un colloquio dello scorso giugno con il quotidiano online Soccerlife, l'Anddos, (il più grande movimento italiano contro le Discriminazioni con oltre 150.000 associati), auspica che il presidente Tavecchio possa smentire con azioni concrete le accuse di antisemitismo ed omofobia a lui attribuite dal direttore Giacomini del suddetto giornale online.

“Non possiamo continuare a vivere in un mondo senza rispetto: è fondamentale che lo sport, promuovendo una cultura dell'integrazione soprattutto tra i giovani, possa essere un valido strumento educativo di valori nella lotta contro razzismo, xenofobia, discriminazione, omofobia per abbattere il pericoloso muro dei pregiudizi e delle discriminazioni. Il senso delle frasi attribuite al presidente della FIGC ci lascia sgomenti se risulterà veritiero – afferma il portavoce nazionale Marco Tosarello di Anddos – auspichiamo pertanto che il presidente Tavecchio smentisca categoricamente, non a parole ma con fatti concreti, queste accuse a lui rivolte dal quotidiano online, costruendo una strategia d'intervento sociale mirata alla valorizzazione delle diversità. Siamo consapevoli di quanto lavoro ci sia ancora da compiere, anche nel mondo dello sport, per contrastare la piaga dell'omofobia: occorrono progetti seri ed efficaci per contrastare pregiudizi, intolleranze, discriminazioni e bullismo”.

Nel luglio scorso a Latina, nell'Arena di Piazzale Prampolini nel corso del Torneo Tosarello, è stato organizzato da Anddos un evento nazionale, con la partita “Il Basket contro le Discriminazioni” coinvolgendo tanti ex campioni nazionali della pallacanestro ed i bambini del minibasket:

“Le potenzialità dello sport per creare una collettività rispettosa e pacifica, simbolo di coesione anche nelle diversità, per costruire una società civile più accogliente e tollerante nei confronti del prossimo. Siamo disponibili a collaborare con tutte le istituzioni politiche e sportive per studiare ed attuare insieme interventi mirati per educare alle differenze, soprattutto con iniziative formative ed educative nel mondo sportivo giovanile. Al di là di come vada a finire questa vicenda, facendo un'analisi più ampia occorre sottolineare come il Paese abbia ormai una classe dirigente arrugginita, senza più idee e capacità progettuale, spesso inadeguata e spregiudicata che si ricicla in vari settori, secondo una rodata legge della casta, occupando poltrone anche quando va in pensione, senza lasciare spazio ai più giovani. Esempi lampanti in tutti i campi ce ne sono anche nella nostra provincia e, soprattutto, nella città di Latina: è opportuno iniziare un percorso nuovo, con un ricambio generazionale della classe dirigente. La decadenza politica, la corruzione e l'avidità del potere, gli interessi ad personam che sottraggono risorse destinate al bene della comunità inquinando il senso civico, non nascono all'improvviso ma hanno radici ben lontane: è purtroppo il risultato storico di questo ultimo ventennio. Verso il quale è impossibile non provare disgusto. È necessaria una nuova classe dirigente in ogni settore istituzionale che sappia garantire una via di sviluppo, una crescita, un rilancio. Una speranza”.

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