Addio a Renato Mocellin, con lui se ne va l'ultimo dei mecenati dello sport pontino

Oggi i funerali dell'imprenditore metalmeccanico, che negli anni'70 iniziò l'avventura da presidente nella pallacanestro e nel calcio nella provincia pontina. Il ritratto del "Moc"

Reazioni

Dai post sui social, le condivisioni, le reazioni del mondo sportivo, si capisce che un presidente alla “Moc” è rimasto un modello per generazioni di atleti. Da chi lo ha avuto come presidente, a chi se l’è fatto raccontare, magari dispiacendosi che nel frattempo aveva detto basta a quella carica, con cui si era fatto apprezzare dal basket al calcio, dal baseball all’atletica leggera. Da un pezzo fuori dal giro per sua personale e irrevocabile scelta, Renato Mocellin (foto tratta dal programma Monitor di Lazio TV) sarà salutato oggi per l’ultima volta alle 15.30 nella Chiesa Parrocchiale di Santa Rita a Latina. All’età di 83 anni (era nato a Settimo Torinese il 26 dicembre 1935) si è spento l’uomo venuto dal Nord Italia, che coniugava l’industriosità dell’imprenditore alla bella vita.

Timoniere

Lavoro e divertimento era, dicono i suoi dipendenti sia in campo che in azienda e talvolta l’uno e l’altro, un mantra da cui non prescindeva il patron della Sicma Sud, la metalmeccanica di Latina Scalo con cui ha alimentato i sogni di molte società. A partire dal basket degli anni ’70, lo Sporting Club Sicma Sud, al calcio, con il Pontinia, l’Atletico Latina e l’Atletico Formia. Ha sempre puntato in alto, preso dall’ambizione che lo portava a battere forte il pugno sul tavolo quando si arrabbiava, oppure a beccare i direttori di gara che incontrava sulla sua strada da presidente. Amato e odiato come tutti i presidenti e imprenditori, per quasi cinquant’anni ha investito nel territorio pontino e nello sport senza contributi dalle istituzioni. Spendeva i suoi soldi per realizzare i sogni anche da sportivo. E questo prescindeva dal tipo di sport, perchè non appena era presidente di una società, doveva comunque primeggiare. Per gli atleti era il presidente pagatore, quello per cui giocare e avere soldi garantiti e puntuali. Viene considerato uno degli ultimi mecenati dello sport pontino, ma forse è stato l’ultimo... 

Storia

Nella palla a spicchi l’avvento di Mocellin infiammà l’arena pontina con i derby di Serie B, la terza seria della pallacanestra italiana alla fine degli anni ’70, tra Sicma Sud, Mobiltacconi AB Latina e il Basket Scauri.

Nei primi anni ’90 entra nel calcio a Pontina, che conduce dalla Prima Categoria all’Eccellenza. Categoria che viene però trasferita in estate a Latina, dove nasce una squadra parallela a quella di Serie D. Due anni di Atletico Latina: nel primo un secondo posto lontano dalla  Vjs Velletri (che poi rinuncia all’iscrizione, ma spiazzando il club ormai fuori tempo per la domanda di ripescaggio) e play off persi con il Fregene; nel secondo un quinto posto senza gloria. L’Eccellenza finisce a Formia, ma anche questo Atletico è sfortunato perché il campionato si chiude al secondo posto ad un punto da La Setina che pareggia in extremis in casa lo scontro diretto (2-2) all’ultima giornata. Nei play off è 0-0 a Tivoli all’andata e sconfitta 1-0 al Perrone al ritorno. Gli altri anni di Formia non lasciano il segno e Renato Mocellin lascia. Sponsorizza anche il baseball, dalla A1 alla B (Latina, Roma e Nettuno), così come il “Cross dei casali pontini”, una delle corse campestri più famose della zona.

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Hanno detto

Luca Zavatti, capitano di Pontinia e Formia sotto la gestione Mocellin, è stato tra i primi a postare un commento alla notizia: “E’ stato un mio secondo padre, mi ha dato tanto sotto il profilo umano e sportivo. Al ritorno dal servizio di leva giocai con il Pontinia e lavorai nelle sue aziende. Mi prese a ben volere e la cosa fu reciproca”. Tanti i commenti al post, ne abbiamo estrapolati alcuni, come quello di Renato Stefani, segretario sempre ai tempi di Pontina e Formia (un anno soltanto), lo ricorda così: “Un amico, anche se non sono mancati momenti di tensione. Poi rientrava tutto. Voleva crescere e imparare sempre qualcosa dal mondo dello sport”. E poi il post di Gianfranco Mannarelli, attaccante dell'Atletico Latina: "Sapevo che non stava molto bene...con lui abbiamo vissuto stagioni importanti..da presidente affrontava le persone in modo diretto e schietto... Non te le mandava mai a dire...sei stato un esempio per tutti anche se molti non lo ammetteranno mai...ti ricorderò sempre con affetto... CIAO BOSS".

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