“Operazione Fuorigioco”, tra gli indagati anche il dg del Latina Leonardi

La nuova inchiesta ha coinvolto 64 persone. L’accusa è di evasione fiscale e false fatturazioni. Il dg della società pontina, indagato insieme all’ex presidente del Parma Ghirardi per l’affare Paletta, si difende: ”Rispettata la norma vigente”

Pietro Leonardi

Si intitola “Operazione Fuorigioco”, l’ultima inchiesta della procura di Napoli che coinvolge il mondo del calcio. La Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di 64 persone, tra cui giocatori, procuratori e dirigenti, e non mancano i grandi nomi. Il reato di cui si sarebbero resi protagonisti gli indagati, secondo la Procura, è di evasione fiscale e false fatturazioni.

A guidare l’inchiesta i pm De Simone, Capuano e Ranieri, insieme al Procuratore Aggiunto della Repubblica Vincenzo Piscitelli. In mattinata il Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli ha eseguito un decreto finalizzato al sequestro di somme di denaro, beni immobili e quote societarie per un ammontare complessivo di 12 milioni di euro. Destinatari, diversi calciatori, procuratori e dirigenti di società sportive, che nel periodo tra il 2009 e il 2013 avrebbero in maniera sistematica attuato reati tributari finalizzati all’evasione del Fisco. Il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato è stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali riguardanti la compravendita dei giocatori. Secondo gli inquirenti i procuratori provvedevano a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le proprie prestazioni, simulando che l’opera di intermediazione fosse resa nell’interesse del club, mentre a essere tutelati erano gli interessi degli atleti e degli stessi procuratori.

Le società approfittavano del vantaggio di potersi dedurre dal reddito imponibile queste spese, beneficiando della destrazione dell’imposta sul valore aggiunto relativa alla pseudo-prestazione ricevuta in esclusiva. In questo modo, sempre secondo la procura, i calciatori potevano non dichiarare quello che era un “fringe benefit” riconosciuto agli stessi agenti della società, che si accollava anche la spesa per l’intermediazione. L’importo pagato dai club costituiva un reddito da imputare effettivamente al calciatore, consentendo alla società di omettere il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali sul maggior reddito lordo ascrivibile all’atleta. In aggiunta, alcuni agenti argentini, attraverso documentazione fiscale e commerciale fittizia, e l’interposizione di società “schermo” con sede in paradisi fiscali, delocalizzavano i proventi darivanti dalle attività professionali. L’ipotesi degli inquirenti è che siano stati evasi oltre 12 milioni di euro.

ANCHE LEONARDI – Dal presidente del Napoli De Laurentiis, all’Amministratore delegato del Milan Galliani, ma anche il presidente della Lazio Lotito, l’agente Alessandro Moggi, e i calciatori Milito, Crespo, Nocerino, Mutu e Immobile, sono alcuni dei nomi coinvolti nell’inchiesta. Tra gli indagati figura anche il direttore generale del Latina Pietro Leonardi, coinvolto insieme all’allora presidente del Parma Tommaso Ghirardi, per il tesseramento del difensore Gabriel Paletta (ora in forza all’Atalanta, ndr).
“Con riferimento all'avviso di chiusura dell'indagine denominata “fuorigioco” notificatogli in data odierna e relativa a fatti risalenti ad epoca in cui operava nella società FC Parma, Pietro Leonardi intende sottolineare di aver operato nel massimo rispetto della normativa vigente e, pertanto, si dichiara assolutamente estraneo a qualsivoglia ipotesi di reato, men che meno alla contestata ipotesi di aver concorso nell'evasione fiscale della società FC Parma per l'ammontare di euro 39.775,25. Per tali ragioni, riponendo la massima fiducia nell'attività dell'Autorità Giudiziaria, è certo che la sua posizione potrà essere rapidamente archiviata”, il commento della società pontina.

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