L’ex boss Schiavone: “Rifiuti tossici a Latina, ma anche a Gaeta e Scauri”

Resi pubblici gli atti relativi alle dichiarazioni del pentito alla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti il 7 ottobre 1997. Chiari i riferimenti anche a quanto accadeva nella provincia pontina

Smaltimento illegale di rifiuti a Latina, Gaeta e Scauri. Quanto accadeva anche nella provincia pontina tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 è contenuto nelle 63 pagine del verbale dell'audizione di Carmine Schiavone alla Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo rifiuti del 7 ottobre del 1997.

Allora, come ha fatto anche  qualche mese fa nell’intervista rilasciata in esclusiva per SkyTg24, l’ex boss dei Casalesi spiegava quanto accadeva anche nel territorio della provincia pontina nell'ambito dello smaltimento illegale di rifiuti tossici. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati desecretati gli atti riferiti alle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone di fronte alla Commissione parlamentare.

Gli atti resi pubblici contengono anche chiari riferimenti  alla provincia di Latina; a partire da pagina 18 del verbale, infatti, si può leggere il botta e risposta tra il presidente e Schiavone che spiega come “per quanto riguarda i rifiuti, noi arrivavamo fino alla zona di Latina, borgo San Michele e le zone vicine erano già di influenza bardelliniana… Dopo la guerra del 1988 contro i Bardellino, Arrivammo noi”.

Così l’ex boss spiega come lo smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi nella provincia pontina risale a prima del 1988; smaltimento che, come chiarito, non riguardava solo il capoluogo pontino, ma  “anche a scendere giù, cioè non solo a Latina, ma anche a Gaeta, Scauri ed altre zone”.

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“Con questa decisione  - viene precisato - la Camera ha inteso dare una risposta alla legittima richiesta dell'opinione pubblica e soprattutto delle popolazioni che abitano quelle zone dell'Italia martoriate dalla gestione illecita dei rifiuti e che chiedevano di fare piena trasparenza sulle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia alla Commissione parlamentare. I predetti documenti sono quindi da oggi liberamente consultabili presso l'Archivio storico della Camera”.

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