Omicidio di Desirée, niente telecamere e pubblico in aula: processo a porte chiuse

Lo ha deciso la Corte di Assise di Roma per tutelare la vittima minorenne. Prossima udienza domani, 17 gennaio

Si svolgerà a porte chiuse, quindi senza telecamere e pubblico, il processo a carico delle quattro persone accusate della morte di Desirée Mariottini, la 16enne ritrovata morta in uno stabile abbandonato nel quartiere romano di San Lorenzo il 19 ottobre 2018. A deciderlo ieri pomeriggio è stata la terza Corte di assise di Roma  dopo che la Procura ha sottolineato che la vittima era minorenne e che fra i reati contestati agli imputati c’è anche la violenza sessuale.

Una richiesta a cui si sono associate tutte le parti. Subito dopo la decisione sono state fatte uscire dall’aula bunker di Rebibbia tutte le troupe televisive presenti. Sul banco degli imputati ci sono sono Yusif Salia, Mamaodu Gara, Brian Minteh e Chima Alinnoaccusati di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori. La prossima udienza è stata fissata per venerdì 17 gennaio e si aprirà con la deposizione dei primi testi della Procura, ovvero il dirigente del commissariato di San Lorenzo e gli operatori del 118 che intervennero nell’edificio di via dei Lucani.

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