Spedizione punitiva per ritorsione: fermato e picchiato a sangue

La squadra Mobile fa luce sul pestaggio avvenuto a Latina scalo dopo l'arresto dei cinque responsabili. L'episodio sarebbe scaturito da rivalità tra commercianti indiani di Pontinia

Un bastone insanguinato in pezzi e una spranga: le armi usate per l'aggressione

Volevano ammazzarlo. Durante il pestaggio il capobanda continuava ad urlare: “Uccidetelo”. Ma il rumore di sirene e l’avvistamento di una vettura della polizia stradale, che era nei paraggi a causa dell’incidente avvenuto sulla Monti Lepini, li ha spinti a scappare prima dell’irreparabile. Il gruppo di indiani che ieri sera ha picchiato a sangue un connazionale è stato però individuato dagli agenti della squadra Mobile di Latina e fermato: in 5 sono finiti in manette con l’accusa di rapina aggravata e tentato omicidio.

Il pestaggio ha avuto luogo nelle campagne di Latina scalo, al termine di un inseguimento avvenuto lungo via del Murillo II° tratto. L’obiettivo della spedizione punitiva era al volante del suo furgone, carico di merce, quando è stato affiancato da tre vetture, che lo hanno costretto ad accostare. Dalle macchine sono scesi i suoi 5 connazionali - che l’uomo già conosceva - armati di un bastone e di una spranga di ferro. Lo hanno aggredito e malmenato con veemenza, spezzandogli braccia e gambe e causandogli altri vari traumi. Poi, avvertito il pericolo, gli aggressori sono fuggiti, non prima di avergli portato via la somma di mille euro in contanti e una catenina d’oro.

Qualcuno ha segnalato alla centrale operativa della Questura, però, la violenta aggressione appena consumata. Gli uomini della squadra Mobile e della squadra Volante si sono allora messi sulle tracce del gruppo. Gli aggressori sono stati rintracciati a Pontinia, in via Napoli, all’interno dell’esercizio commerciale intestato a quello che è stato riconosciuto come il capobanda. Tutti e cinque sono stati trasferiti al carcere a Latina.

Se l’aggredito è stato ricoverato all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina (ne avrà per quaranta giorni), gli uomini della Questura non hanno perso tempo per avviare le indagini. E così, quella che era stata presentata dallo stesso ferito come una semplice rapina ha assunto i connotati della ritorsione. Secondo gli inquirenti, infatti, dietro l’aggressione ci sarebbero motivi legati alla concorrenza commerciale tra le attività detenute a Pontinia dal capo della banda di aggressori e dall’uomo che è stato malmenato, il quale gestisce un negozio in via Fedor Von Donat. Sempre quest’ultimo era stato a sua volta denunciato per rapina, pochi giorni fa, da uno dei suoi aggressori.

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Sull’episodio la Procura di Latina ha aperto un’indagine, che è stata affidata al sostituto procuratore Maria Eleonora Tortora.

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