Corden Pharma, sindacati e istituzioni contro i licenziamenti. Oggi trattativa in Unindustria

Ieri il tavolo al Ministero. Espressa la volontà unanime delle istituzioni di salvare il sito con un piano industriale credibile

Un piano industriale credibile da parte dell'azienda e il riconoscimento per la provincia di Latina dello stato di "area di crisi industriale complessa". E' quanto emerge dall'incontro andato avanti fino a tarda sera al ministero del Lavoro sulla crisi dello stabilimento di Sermoneta Corden Pharma

La crisi profonda aveva infatti portato l'azienda a richiedere un cordato in continuità e il contestuale licenziamento di 192 persone. Ma le sigle sindacali contestano la crisi e hanno ribadito ancora che i lavoratori hanno già pagato. Il problema inoltre non riguarda solo i 192 esuberi dichiarati, ma l'intero indotto composto dai servizi esterni che ruotano intorno allo stabilimento di Sermoneta.

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Dall'incontro è emersa una volontà comune, da parte delle istituzioni presenti (il sottosegretario Claudio Durigon, l'assessore regionale al Lavoro Claudio Di Berardino, il presidente della Provincia Carlo Medici) e dei sindaci dei Comuni coinvolti (Latina, Sermoneta, Norma e Sezze), di salvare l'azienda e il lavoro dei dipendenti attraverso un piano industriale credibile. E' questa infatti la richiesta che, in modo unanime, è stata avanzata ai vertici della Corden Pharma. Intanto oggi, 16 novembre, il tavolo delle trattative si apre in Unindustria.

I rappresentanti sindacali hanno contestato le scelte dell'azienda, chiedendo prioritariamente: il pagamento di almeno parte delle spettanze arretrate ai lavoratori e la presentazione di un piano industriale. Da parte dei sindacati c'è l'apertura a ragionare sul futuro dell'aziendale ma con la richiesta pregiudiziale di interrompere la procedura di licenziamento che, se non fermata, scatterà dal 23 gennaio prossimo. Il Ministero del Lavoro e la Regione Lazio hanno dichiarato che faranno la loro parte in merito all'individuazione degli strumenti che tutelino il reddito dei dipendenti e permettano il mantenimento del sito produttivo (cassa Integrazione guadagni, riconoscimento stato di crisi dello stabilimento e dell’area). Per quanto riguarda l'erogazione dei mille euro quale acconto ai dipendenti, il Ministero ha dichiarato di aver già interessato il Tribunale di Latina. 

"Il Comune di Sermoneta – ha fatto sapere il sindaco Claudio Damiano – ha ribadito di essere in prima fila al fianco dei lavoratori e di essere impegnato nel mantenimento del sito produttivo. Su questo obiettivo riteniamo debbano essere chiamati in causa tutti i soggetti interessati. Il comune di Sermoneta, a seguito dell'apertura del tavolo territoriale sulla crisi Corden, seguirà costantemente l’evolversi della vicenda insieme alla Provincia e agli altri comuni, e promuoverà un intervento diretto della Regione al fine di determinarne un esito positivo".

"Siamo in presenza di una vertenza molto complicata - dice Claudio Durigon - che coinvolge 192 lavoratori in uno dei settori, quello farmaceutico, da sempre punta di eccellenza del territorio pontino. A fronte della conferma da parte della società del grave stato di crisi in atto che non solo ha determinato l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo, ma che ha indotto la stessa a fare istanza di concordato preventivo in continuità, l’unica strada percorribile è un lavoro di squadra che coinvolga tutte le parti sociali ed istituzionali con l’obiettivo di salvaguardare l’attività produttiva del sito senza disperdere le relative professionalità attualmente in forza. In questo contesto, le Istituzioni, a partire dal Governo centrale, si rendono immediatamente disponibili ad avviare un costruttivo confronto con la proprietà del gruppo e con i principali clienti del sito di Sermoneta a cominciare dalla Società Bristol M.S. già proprietaria dello stabilimento stesso".

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