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“Riportiamo Roberto a casa”, fiaccolata per la liberazione di Berardi

In tanti hanno partecipato alla fiaccolata organizzata dai familiari dell'imprenditore pontino detenuto da 10 mesi in Guinea Equatoriale e ristretto in condizioni disumane, per chiedere la sua liberazione

Redazione 21 novembre 2013
La fiaccolata per la liberazione di Roberto Berardi
La fiaccolata per la liberazione di Roberto Berardi

Latina ha risposto all’appello dei familiari di Roberto Berardi, l’imprenditore pontino detenuto in prigione nella Guinea Equatoriale perché accusato di furto, e lo ha fatto con grande cuore.

Massiccia la partecipazione alla fiaccolata di ieri sera per chiedere la sua liberazione, per chiedere al Governo che faccia propria la causa dell’imprenditore pontino affinché possa finalmente fare ritorno a casa e riabbracciare i suoi cari.

Un lungo corteo silenzioso, partito da piazza San Marco e terminato in piazza della Libertà davanti la sede della Prefettura, si è snodato tra le vie del centro cittadino accompagnato da centinaia di fiaccole e bandiere italiane.

Ad aprire il corteo uno striscione con su scritto “Riportiamo Roberto a casa” sorretto dalla mamma, che più volte ha rinnovato il suo appello affinché le istituzioni si impegnino per liberare l’imprenditore, ma anche dai figli dell’uomo, dallala sua ex moglie.

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Insieme a loro gli amici dell'imprenditore, ma anche il sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi, il presidente f.f. della Provincia Salvatore De Monaco, ma anche tanti consigliere e altre rappresentanti delle istituzioni e tanti cittadini che, anche se per qualche minuto, si sono stretti intorno alla famiglia di Roberto Berardi. 

Roberto Berardi
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