Operazione "Speedy Fly", ultimi interrogatori. Gli arrestati ricorrono al Riesame

Ascoltati presso il Tribunale di Latina, dal Gip Giuseppe Cario, Giuseppina Pica e Giorgio Di Mare, rispettivamente moglie e commercialista di Alberto Veneruso, finiti ai domiciliari

Erano finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione Speedy Fly, che ha svelato un fitto sistema di intrecci societari e artifici finanziari che avevano portato anche all’arresto, in carcere, dell’imprenditore Alberto Veneruso.

Oggi è stata la volta degli interrogatori di Giuseppina Pica e Giorgio Di Mare, rispettivamente moglie e commercialista di Veneruso. La prima, ascoltata in tribunale a Latina dal Gip Giuseppe Cario, ha risposto alle domande del giudice chiarendo la propria posizione rispetto alle accuse e spiegando di essere innocente.

Lo stesso Veneruso, interrogato lunedì al carcere di Poggioreale, aveva dichiarato di essere innocente, spiegando che tutte le operazioni finanziarie contestate dalla Procura, che avevano portato al fallimento di due società, erano operazioni perfettamente legittime.

Di Mare, invece, si è avvalso oggi della facoltà di non rispondere. I legali, insieme a Leone Zeppieri, difensore di Veneruso, hanno già depositato istanza al tribunale del Riesame per chiedere la scarcerazione.

Intanto, nei giorni scorsi un’altra inchiesta è emersa a carico dell’imprenditore, che riguarda questa volta la vicenda della Meccano. Le ipotesi sono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e la bancarotta fraudolenta.

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