Scalco: “La sinistra pontina agita la piazza per abbattere Cusani”

Il vicecapogruppo del Pdl Provincia di Latina prende la parola in seguito all’annuncio della manifestazione in programma per martedì con cui chiedere le dimissioni del presidente Cusani

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

"Alla fine il popolo della sinistra della provincia pontina, stendardi al vento, marcerà compatto, sicuro e senza dubbio alcuno, nel chiedere le dimissioni del presidente della Provincia di Latina, reo di un presunto abuso edilizio compiuto in quel di Sperlonga.

Che la sinistra della Provincia di Latina era ridotta male in arnese, senza un programma politico e soprattutto uomini in grado di guidarla con saggezza ed esperienza verso il governo del territorio era risaputo da tempo, bastava dare uno sguardo ai dati elettorali del loro consenso, ma che si fosse ridotta nelle condizioni che vediamo in questi giorni, francamente dispiace.

Dispiace soprattutto perché non potendo “abbattere” il presidente Cusani, che ha sempre vinto ogni competizione alla quale si è presentato e un centrodestra che ha sempre sostenuto gli interessi del popolo pontino (vedere i risultati elettorali di sempre), debba utilizzare una sentenza di primo grado (sui tre previsti dalla nostra Democrazia Giudiziaria) per certificare la propria esistenza in vita.

Dispiace anche perché così si continuano a confondere tanti giovani che credono a una politica espressione di passione civile e non di speculazioni di bassa cucina.

E, soprattutto, dispiace perché gli antichi vizi tesi a demonizzare l’avversario politico sono gli stessi della vecchia guardia, in buona parte messa forzosamente in quiescenza dal popolo votante pontino.

A nessun del Popolo della Libertà e del centrodestra della Provincia di Latina, ieri come oggi, sarebbe venuto in mente di organizzare una simile manifestazione, eppure non poche sono stata in passato le occasioni per esporre al pubblico ludibrio illustri esponente della sinistra militante in posizione di responsabilità istituzionale.

Come ad esempio l’episodio che coinvolse un sindaco di un’importante città del sud pontino, che fu condannato dal Tribunale di Latina con sentenza di primo grado a 10 mesi di reclusione e 1 anno di interdizione dai pubblici uffici, pena sospesa.

Che ebbe anche “l’ardire” di affermare “Sono avvilito e amareggiato, non ritengo giusta questa condanna”.

Forse quella dichiarazione non equivaleva a una sfiducia verso l’organo giudicante?

All’atto della sentenza pronunciata dal Tribunale di Latina in data 29 maggio 2002, questo illustre rappresentante della sinistra pontina non ricopriva alcuna carica pubblica perché nel marzo 2001 si era dimesso dal sindaco sciogliendo con un anno di anticipo il Consiglio comunale per candidarsi alla Camera dei Deputati.

Una candidatura che poi lo vide perdente nelle politiche del maggio 2002, mentre un anno dopo, nello stesso mese di maggio, accettava di ricandidarsi a sindaco, conscio della condanna ricevuta e del processo di appello in corso.

Quell’illustre esponente della sinistra della Provincia di Latina vinse le elezioni e ritornò ad indossare la fascia tricolore di sindaco, governò 11 mesi quel Comune senza che nessuno del centrodestra mise in scena ridicole manifestazioni di pretese dimissioni.

Quel sindaco, infatti, il 19 aprile del 2004 fu assolto con formula piena dalla Corte di Appello di Roma, perché nella vicenda che gli aveva fatto rimediare una condanna a 10 mesi di reclusione e ad 1 anno di interdizione dai pubblici uffici non c’entrava nulla.

Oggi lo stesso trattamento però non è riservato al presidente della Provincia e la sinistra agita la piazza per indurlo alle dimissioni e porre in difficoltà il Pdl e il centrodestra della Provincia di Latina.

Ci domandiamo: sarà forse anche per queste ragioni che in Provincia di Latina i partiti di sinistra sono posti ai margini del consenso che conta da parte dagli elettori?"

Così in una nota il vicecapogruppo del Pdl in Provincia

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