Premio Comel 2014: vince Pino Deodato. Il 12 aprile il preferito del pubblico

Sabato 5 aprile è stato proclamato il vincitore del premio Comel 2014. Menzione speciale alle artiste Marcella Belletti e Irina Novarese. Prossimo appuntamento sabato 12 aprile per il premio del pubblico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

La mostra "Mutazioni in alluminio" (galleria Spazio Comel di Latina, via Neghelli, 68) ha offerto uno dei momenti più emozionanti e attesi con il premio della giuria. Il Premio internazionale d'arte contemporanea COMEL Vanna Migliorin 2014 è stato assegnato a Pino Deodato, uno dei tredici selezionati per la mostra. Si tratta di un artista di chiara fama, le cui opere sono ambite persino dai grandi stilisti italiani e che spesso arricchiscono biblioteche e luoghi di cultura. Le sue sculture e gli altorilievi inducono a pensare e richiamano fortemente il pubblico ponendolo di fronte ad uno specchio dalle sembianze di ominide.

Il Premio Comel Vanna Migliorin è sempre più seguito e desiderato da artisti di tutta Europa (il bando annuale è dedicato agli artisti dell'Unione Europea). In questa terza edizione c'è stata una grande empatia tra i giurati (avvenimento assai raro nei concorsi): Giorgio Agnisola (presidente giuria), Marcello Carlino, Augusto Pieroni, tutti e tre docenti universitari e critici d'arte affermati; e Agnes Martin, Maria Gabriella Mazzola, la prima fondatrice e direttrice della St. Stephen's school di Roma (culla di talenti del mondo dell'arte e dello spettacolo), la seconda madrina del premio. Si sono trovati tutti d'accordo nel premiare l'artista Pino Deodato (originario di Vibo Valentia, oggi residente a Milano) e nel riconoscere una menzione speciale alle artiste Marcella Belletti (Ravenna) e Irina Novarese (Berlino).

Le tredici opere di alto pregio in mostra, sono contraddistinte da stili molto eterogenei (dal video alla fotografia, dalla scultura alla pittura) e frutto di sperimentazioni. Una sfida di linguaggi diversi nonostante il materiale unico, l'alluminio, che rende il premio peculiare nel suo genere, probabilmente su tutto il territorio europeo.

La scommessa del vincitore è rappresentare la complessità della vita con la semplicità e la gentilezza della raffigurazione. Le sue piccole sculture sospese sono sempre intente in atti mentali che assumono una gestualità fisica semplice, è così anche per "Colui che vede lontano" (opera in mostra), in cui lo spettatore si immedesima subito facendosi il suo sguardo quello dell'opera stessa.

Deodato ha esposto in varie parti del mondo. Negli anni '70 ha creato diversi murales, in sintonia con il clima politico e l'impegno sociale. E' figlio dell'arte milanese (Paolo Baretella, Giangiacomo Spadari) e influenzato dall'arte francese (Gerars Guyomard, Ivan Messac) e dallo spagnolo Eduardo Arroyo. Ha elaborato un tocco molto originale, al confine tra l'onirico e la quotidianità umana collettiva, quella che pensa e s'interroga sull'esistenza.

Sul podio l'artista italo-berlinese Irina Novarese per l'opera "How to lie with maps", parte di un'installazione sui luoghi non esistenti ma plausibili, un intricato e disarticolato reticolo topografico nel quale lo sguardo è costretto a interrompersi più volte, sprofondando nelle falle della realtà ferocemente urbanizzata. E posto d'onore anche per l'artista Marcella Belletti, la cui opera "Trama 13" è quanto di più delicato ed elegante si possa ottenere dal tessere fili di alluminio.

Così si è espressa la giuria su queste due opere: "Le opere di Belletti e Novarese si impostano entrambe sulla dimensione e sul valore dell'intreccio. "Trama 13" fila con leggerezza e soavità l'alluminio, equilibrandone la volatilità raffinata con il peso materico di nappe di creta, e sa tesserlo in un testo che appare denso testimone di memorie: la citazione della tenda, così, vale quasi da racconto e da richiamo, da sipario che potenzialmente si apre sulla casa dell'essere. "How to lie with maps" adopera l'alluminio in modi particolarissimi e lo rende segno di un viaggio diramato e mobile, lineare e tortile, esatto e molteplice, espanso e reticolare, cangiante e infinito, nel quale si proietta il senso di un'esperienza che non smette, di una ricerca che ha il profilo di un labirinto e che pure contiene e dichiara una sfida al labirinto."

Sito di riferimento per il premio COMEL è www.premiocomel.it

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