Latina tra ‘ndrangheta e camorra, una dura battaglia per la legalità

Il candidato del Pd alle regionali, Enrico Forte: "La provincia di Latina e il Lazio hanno bisogno di una nuova classe politica che dichiari apertamente guerra alla criminalità organizzata"

È allarme criminalità organizzata nella provincia di Latina. La relazione della Direzione nazionale antimafia e l’intervento del presidente della Corte d’Appello di Roma dei giorni scorsi non hanno fatto altro che confermare una realtà forse troppe volte negata ma ormai conosciuta a tutti: la penetrazione della ‘ndrangheta in tutta la Regione e nella provincia di Latina, con particolare riferimento all’area di Fondi. Secondo gli organismi antimafia, infatti, l’area pontina si trova in una situazione particolarmente critica tanto da mettere nero su bianco che “si balla sul limite del precipizio”.

“La provincia di Latina e il Lazio hanno bisogno di una nuova classe politica che dichiari apertamente guerra alla criminalità organizzata e svolga una efficace azione per contrastare gli interessi economici di questi gruppi” ha commentato il candidato del Partito Democratico alla Regione Lazio Enrico Forte.

“La provincia di Latina – ricorda Enrico Forte – si trova al 25esimo posto nella classifica dei territori a maggior incidenza della presenza mafiosa e la relazione della Direzione antimafia ribadisce come la presenza calabrese si sia ulteriormente rafforzata. Questo significa che una parte dell’economia pontina, soprattutto nel sud della provincia, è nella mani di gruppi malavitosi che condizionano il mercato e mettono a rischio la legalità. L’escalation di questi gruppi – prosegue – purtroppo è stata agevolata nel corso degli anni dall’atteggiamento di molti amministratori del centro destra che hanno sottovalutato o, ancora peggio, volutamente ignorato i segnali chiari che arrivavano. Si è sistematicamente negata la presenza dei clan in alcuni settori dell’economia tra i quali edilizia, gestione dei rifiuti, appalti con le conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti”.

Forte ricorda come tra i dieci punti chiave del programma del candidato alla presidenza della Regione Lazio Nicola Zingaretti ci sia proprio “la battaglia per la legalità e il contrasto agli affari dell’economia criminale come base per uno sviluppo sano del territorio. L’utilizzo del territorio, la gestione degli appalti, la trasparenza nelle pratiche amministrative sono il prerequisito per impedire che associazioni malavitose pieghino le istituzioni ai propri scopi. La ricerca del consenso a tutti i costi, senza determinare i soggetti che si propongono o a cui ci si rivolge, è un lusso che la politica non può permettersi. Per questa ragione per noi la lotta alla criminalità organizzata – conclude Forte – rappresenta una assoluta priorità così come intendiamo organizzare un sistema amministrativo che garantisca la massima trasparenza degli appalti pubblici. Soltanto così si può pensare di tenere i gruppi criminali fuori dalle istituzioni restituendo a queste credibilità assoluta: i cittadini della provincia di Latina e di tutto il Lazio ne hanno diritto”.

SANDRO RUOTOLO, CANDIDATO DI RIVOLUZIONE CIVILE ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE – Sul tema, nella giornata di ieri è intervenuto anche il giornalista Sandro Ruotolo, candidato alla Regione con la lista del magistrato Antonio Ingroia .”Per Roma e il Lazio la relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia è un vero e proprio campanello d'allarme: le infiltrazioni della ndrangheta e della camorra devono allarmare tutti, a cominciare dai futuri amministratori della nostra Regione” ha commentato in una nota.

Particolarmente allarmante la situazione di Fondi, in provincia di Latina, dove esiste ormai da trent'anni un forte insediamento di una cosca calabrese" ha continuato; per questo è "senz'altro necessario che la prossima Giunta regionale incida fortemente sulla trasparenza e gli appalti pubblici, con un atteggiamento di forte rigore su norme e procedure. Nei prossimi cinque anni occorre agire con tempestività e fermezza: per Rivoluzione civile - conclude -la lotta alle mafie è in cima alle priorità, nel Lazio come in Italia".

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