Inchiesta Olimpia, Mansutti si autosospende da presidente del Partito Democratico

L'ex consigliere comunale del Pd con una nota ha comunicato la sua decisione che arriva ad una settimana dall'operazione che ha travolto la città. Nei giorni scorsi il documento a firma di 12 membri del partito con cui si chiedeva la sua sospensione

Maurizio Mansutti si è autospeso dalla presidenza del Pd provinciale. 

Una decisione, quella dell’ex consigliere comunale, comunicata con una nota nella serata di lunedì e arrivata ad una settimana dall'operazione “Olimpia” che ha travolto l’intera città e la cui inchiesta vede coinvolto lo stesso Mansutti. Una decisione presa proprio “per restituire al dibattito politico lo slancio che spero finalmente assuma il nostro partito alla vigilia d’un appuntamento decisivo per il Paese”. 

“Come avevo già avuto modo di chiarire - scrive Mansutti in una nota indirizzata al segretario provinciale del Pd, Salvatore La Penna -, quando sarà meglio nota la ragione del mio coinvolgimento in vicende che in questi giorni occupano le cronache, con la formale indicazione del quale reato e per quali atti o comportamenti io possa essere indagato, d’intesa con i difensori compirò tutti i passi necessari per rappresentare, sempre a mio modesto avviso, l’infondatezza di esso e la mia totale estraneità, della quale sono, comunque, sin d’ora certo”.

“Rivendico tuttavia con ragione d’aver sempre operato in amministrazione con correttezza ed in linea con le posizioni di volta in volta assunte dal gruppo consiliare - prosegue -, di aver svolto la mia professione solo al di fuori dell’aula consiliare, di non aver mai rappresentato interessi particolari o illegittimi e men che meno illeciti, d’aver sempre tenuto una condotta non coercibile da parte di chicchessia, d’aver invece spesso e con interventi noti rappresentato bisogni dei più indifesi e deboli del nostro territorio, di non essermi mai infilato in qualsivoglia camarilla né d’aver mai conseguito utilità dal mio impegno amministrativo, anzi! 

Certo, devo rimproverarmi un linguaggio troppo colorito, a volte banalizzante, con troppe battute, come s’è letto, ma tant’è: sono anche questo, ironico soprattutto con me stesso” conclude Mansutti.

Nei giorni scorsi attraverso un documento 12 membri del Partito Democratico avevano chiesto la sospensione del presidente provinciale del partito.

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