“Giardino della Vita”: cinque panchine, alberi e colori per il "nuovo" parco di via Tuscolo

Inaugurazione del giardino dedicato ad Eugenio Mucci, il giovane di 15 anni tragicamente scomparso nel dicembre scorso. Grande partecipazione alla cerimonia; sindaco Coletta: "Questo un segnale di vita"

Un’intera comunità si è riunita ieri nel nuovo “Giardino della Vita” che ha fatto da cornice al forte abbraccio della città alla famiglia di Eugenio Mucci, il 15enne che lo scorso dicembre ha tragicamente perso la vita dopo essere caduto da un lucernario in via Veio. 

Ad Eugenio è stato dedicato il "nuovo" parco di via Tuscolo, nato grazie alla collaborazione di diverse associazioni del territorio, tra cui il Gigante Buono che ha contribuito alla realizzazione dell’area verde, e di tutti quei cittadini che hanno partecipato con le loro donazioni, ma non solo, ma anche con il loro impegno, con le loro braccia e con il tempo dedicato a questo progetto. 

E’ stato inaugurato ieri, nel giorno in cui Eugenio avrebbe compiuto 16 anni, il “Giardino della Vita”, alla presenza dei genitori del ragazzo, del sindaco di Latina, Damiano Coletta, e di quello di Lavarone che ha donato le cinque panchine presenti nell’area verde che conosce così una nuova vita. Al centro un cerro circondato dalle cinque panchine in larice, con uno spazio per il book-crossing, e tutto intorno aiuole fiorite, alberi stagionali e un ginkgo che in inverno regalerà una folta chioma

E in tantissimi, cittadini, amici di Eugenio, parenti e i residenti del quartiere hanno riempito l’area verde vivendo con partecipazione la cerimonia del taglio del nastro tra commozione ed emozione, sorrisi e qualche lacrima.

“E’ difficile trovare adesso delle parole che non siano retoriche - ha detto il sindaco Coletta dopo il taglio del nastro insieme al primo cittadino di Lavarone, mamma Carla e papà Bruno -. L’elaborazione di un dolore così grande credo sia la sfida più difficile che un uomo debba affrontare e l’esempio che ci hanno dato  Bruno, Carla, Francesco, Elena e Valeria è il superamento di questo verso la vitalità". Il primo cittadino ha poi ricordato la partecipazione, la condivisione e la disponibilità che tutti hanno dato, “perchè regalare alla città uno spazio così fraternamente elaborato è il regalo più bello, un segnale di vita. Per tutto questo, e anche per la collaborazione da parte del sindaco di Lavarone, la mia parole è grazie”. 

“E’ bellissimo per me essere qui - ha detto il primo cittadino del comune in privincia di Trento, Isacco Corradi, che ha rappresentato quanti a Lavarone hanno deciso di partecipare a questa iniziativa -; è bellissimo perché si respira un’aria di famiglia e di comunità. Le panchine sono fatte in larice, un materiale locale non trattato e anche loro simboleggiano la vita: su di loro presto si formeranno delle crepe come le rughe nella vita, e sono loro che danno nuova vita all’albero che era stato prima; il giusto regalo per questo giardino”. 

Nel corso della cerimonia è stato ricordato anche Giancarlo Bovina, il geologo pontino morto nel viterbese; anche lui, in prima persona aveva partecipato al progetto per la realizzazione del Giardino della Vita. 

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