Migrante licenziato e picchiato, Cisl e Cgil: "Agro pontino a più alto rischio caporalato"

Il commento dei sindacati di categoria sulla vicenda dei due imprenditori agricoli indagati

“L’ennesimo caso di sfruttamento nella povincia di Latina e il clima di violenza in cui si trovano costretti a lavorare tanti braccianti. L’agro pontino si conferma tra le zone a più alto rischio caporalato. Non solo quello praticato da organizzazioni criminali infiltrate nell’agroalimentare, ma anche quello diffuso in tante piccole imprese a conduzione familiare". La vicenda dei due imprenditori di Terracina indagati per sfruttamento del lavoro e lesioni, per aver licenziato e malmenato un bracciante indiano, ha suscitato clamore nazionale. Il segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota è intervenuto commentando l'accaduto.

La Uila pronta a sostenere la vittima e prepara un esposto alla magistratura

"Sono inquietanti i comportamenti violenti emersi nei confronti del bracciante di origini indiane, finito al pronto soccorso di Terracina con fratture e lesioni, reo di aver chiesto al datore di lavoro i dispositivi di protezione dal Covid19. Da parte nostra - prosegue Onofrio Rota - continueremo a fare di tutto per sradicare il clima di oppressione che colpisce i lavoratori, e continueremo ad impegnarci per garantire nei luoghi di lavoro la massima sicurezza possibile. Proprio in questi giorni – spiega ancora il sindacalista – le parti sociali stanno facendo un grande sforzo per mettere a punto un protocollo di prevenzione dal Covid19 che, ispirandosi ai protocolli confederali del 14 marzo e del 24 aprile, possa rispondere con efficienza e flessibilità alle specificità del lavoro agricolo. Ci stiamo impegnando, con Inail e ministeri competenti, per ottenere un documento che sia più chiaro possibile per tutti. Dovrà essere un protocollo completo, capace di attivare buone pratiche in tutti i territori e di premere affinché si rispettino i principi di protezione delle lavoratrici e dei lavoratori. Purtroppo, casi come quello di Terracina ci preoccupano perché denotano casi di irresponsabilità inaccettabili. Dobbiamo tutti insieme, imprese e lavoratori – conclude il leader della federazione agroalimentare della Cisl – contribuire a rafforzare una cultura della sicurezza sul lavoro che, soprattutto in questo momento, equivale a più sicurezza per tutti. Non esiste produttività che possa prescindere dalla tutela della salute di chi lavora. E non esiste buon cibo che sia prodotto con sfruttamento e rischio per i nostri braccianti. Siamo dunque ancora più motivati a concludere al più presto la stesura del Protocollo e a vigilare sulla sua futura applicazione in tutti i luoghi di lavoro”.

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Il ministro Bellanova: "La salute è un diritto"

"La violenza quotidiana nella campagna pontina ripristina la 'normalità'' dello sfruttamento in agricoltura - commentano in una nota Giuseppe Cappucci, segretario generale Flai Cgil Roma e Lazio, e Stefano Morea, segretario Flai Cgil Frosinone e Latina - La notizia diffusa ieri dalla Questura di Latina dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, che quella provincia non può essere annoverata come modello di integrazione come ci vogliono far credere alcuni esponenti della destra locale, ma nasconde un sentimento schiavista che molti padroni e padroncini nutrono e praticano. Ringraziamo le forze dell'ordine per le importanti operazioni messe in atto negli ultimi tempi - proseguono i sindacalisti - Al tempo stesso pensiamo che tutte le istituzioni debbano fare la loro parte nell'applicazione della legge 199/16, inclusi tutti i servizi ispettivi che sembrano assenti dal territorio".

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