Bracciante licenziato e malmenato, Bellanova: "Salute e sicurezza sono diritti"

Sulla vicenda di aggressione e sfruttamento del lavoro che arriva da Terracina interviene il ministro alle Politiche agricole

"Un bracciante di origini indiane a Latina prima licenziato, perché si era permesso di chiedere mascherine e dispositivi di protezione mentre lavorava, e poi massacrato di botte dall'imprenditore che lo sfruttava per la raccolta, perché voleva essere pagato. ono questi- aggiunge- i motivi per cui sono convinta che la battaglia per la regolarizzazione sia stata una battaglia giusta. Perché la mascherina mentre si lavora, i guanti, gli strumenti di protezione e prevenzione del virus sono un diritto. La sicurezza è un diritto. La salute è un diritto".

Sono le parole del ministro per le politiche agricole Teresa Bellanova e il riferimento è alla drammatica storia di sfruttamento del lavoro e violenza che arriva dalla provincia, da Terracina in particolare, dove due imprenditori, padre e figlio, sono stati destinatari di una misura cautelare dopo aver licenziato un bracciante indiano che lavorava per la loro azienda e che aveva solo chiesto mascherine di protezione durante il lavoro. Quando il migrante ha chiesto di essere pagato lo hanno poi malmenato e gettato in una canale di scolo. Una nuova vicenda che ha avuto un clamore nazionale e sulla quale è intervenuto anche il ministro Bellanova: "Avere un lavoro con orari e paga dignitosi è un diritto -  ha dichiarato - Poter vivere in condizioni di vita umane è un diritto. Dove lo Stato non è presente, dove si insinua il caporalato, questi semplici diritti sono negati e migliaia di uomini e donne sono costretti a rimanere invisibili. Sono orgogliosa di poter dire che questa volta lo Stato ha scelto di esserci e di restituire a queste persone i loro diritti e la loro dignità".

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