L’allarme della Fiom Cgil: “La crisi industriale sta precipitando”

Peggiora la situazione del settore metalmeccanico. Il segretario provinciale Maronna: "Invece di ragionare sulla concertazione, le imprese puntano a ridurre i diritti dei lavoratori"

Tiziano Maronna, segretario provinciale della Fiom Cgil

“Il quadro è sempre più drammatico, la situazione sta precipitando. Ci troviamo di fronte a nuove crisi industriali, mentre quelle già aperte non trovano soluzioni”. Sono parole preoccupate e preoccupanti quelle pronunciate da Tiziano Maronna, segretario provinciale della Fiom Cgil, che ha fatto il punto sulle vertenze aperte nel territorio pontino e sulla più generale crisi economica che continua ad abbattersi soprattutto sulla condizione lavorativa degli operatori metalmeccanici.

I numeri delle procedure di mobilità aperte sono sempre più allarmanti. “La crisi si sta allargando a tutti i settori - sottolinea Maronna - anche quelli che fino a qualche tempo fa erano in espansione, come il fotovoltaico: doveva essere un comparto trainante di questa economia, ma ora è già al collasso”. E fuori dall’osservatorio più generale restano escluse le realtà economiche più piccole. “Se calcoliamo le tante microimprese che non sono sindacalizzate - precisa Maronna - abbiamo numeri certamente peggiori”.

La Fiom si dice preoccupata del fatto che “le crisi industriali avviate negli ultimi tre anni non vedono vie d’uscita”, ma anche per il contrasto alla rappresentanza sindacale che viene messo in campo da alcune imprese: “In tanti casi - afferma Maronna - si vieta oppure non si rispetta il voto sul posto di lavoro. Negli ultimi anni l’imprenditoria, più che manifatturiera, è stata di tipo finanziario, a cominciare dalla Fiat. E un pezzo di marchionnismo, che punta ad affrontare la crisi riducendo i diritti dei lavoratori, lo abbiamo già in molte aziende della provincia di Latina”.

Il segretario pontino della Fiom lamenta “l’aumento vertiginoso dei concordati preventivi, che scaricano un debito enorme sulla collettività”. E chiede indagini accurate all’Agenzia delle entrate e alla Camera di commercio sul fenomeno di quelle aziende che, anche nella provincia di Latina, dopo essere fallite rinascono in altro modo nella stessa sede.

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Le crisi aziendali più preoccupanti, secondo Maronna, sono quelle della Estrusione Italia di Sezze e della Ce.Mi. di Cisterna, la cui attività è ferma da mesi. Pochi spiragli sembrano esserci anche per il ritiro della procedura di mobilità da parte della Sicamb di Latina.
 

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