Sabato, 20 Luglio 2024
Il fenomeno

Dove è tornato l'incubo coronavirus, che stavolta uccide i gatti

A Cipro è esploso un focolaio della malattia che ha già causato il decesso di migliaia di animali in pochi mesi. Per curarla adesso si useranno le pillole contro il Covid-19 che erano destinate agli uomini

In un Paese europeo è tornato l'incubo coronavirus, ma questa volta la malattia sta uccidendo i gatti. Nell'isola di Cipro c'è stato un "allarmante aumento" di casi di peritonite infettiva felina (Fip) causata dal coronavirus felino che, se non trattato, è quasi sempre fatale. Definito come "focolaio FCoV-23", il virus è stato riscontrato per la prima volta a gennaio a Nicosia, la capitale, e grazie a una variante molto contagiosa nel giro di tre o quattro mesi si è diffuso in tutta la nazione.

Come riporta il Guardian, gli esperti dell'Università di Edimburgo, che stanno indagando sull'epidemia in collaborazione con l'Associazione veterinaria pancipriota (Pva), hanno scoperto che in 12 settimane il numero di casi di Fip confermati dai test Pcr è aumentato di 20 volte rispetto all'anno precedente. La Cat Protection and Welfare Society (Paws) dell'isola ha recentemente affermato che circa 300mila gatti, sia domestici che randagi, sarebbero morti da gennaio a causa del galoppante tasso di trasmissione della malattia, ma i veterinari locali hanno descritto la cifra come "un'esagerazione", valutando invece 8mila il numero dei decessi, seppur non contestando la gravità dell'epidemia.

E per fermare i contagi e i decessi degli animali, i servizi veterinari di Cipro hanno ricevuto un primo lotto di pillole anti-Covid, provenienti da una scorta originariamente destinata agli esseri umani. Il ministero della Salute dell'isola ha iniziato a somministrare il trattamento l'8 agosto, giorno in cui si celebra la Giornata internazionale del gatto. "Abbiamo fatto scorta di 500 scatole di medicinali", ha dichiarato al Guardian Christodoulos Pipis, direttore dei servizi veterinari del governo. "Questo è il primo lotto di 2mila confezioni che saranno rese disponibili. Ognuna contiene 40 capsule, quindi stiamo parlando di un totale di 80mila pillole anti-Covid". Sebbene il virus felino mutato non sia correlato al Covid-19 e non possa essere contratto dall'uomo, il molnupiravir, il principio attivo delle pillole anti-Covid, si è dimostrato utile per i gatti con diagnosi di Fip.

Il coronavirus felino è stato registrato per la prima volta negli anni '60 e si diffonde attraverso le feci dei gatti infetti. I focolai di Fip, sebbene rari, si sono verificati in passato nel Regno Unito, negli Stati Uniti, a Taiwan e in Grecia, ma sono sempre stati circoscritti ai gatti.

Articolo originale su Today.it

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