rotate-mobile
Politica

Bonus neomamma, polemica sui fondi regionali: “Consultori familiari esclusi dal servizio”

La consigliera regionale Pd del Lazio Eleonora Mattia annuncia una interrogazione alla giunta Rocca: “Preferite associazioni Pro Vita nella delibera. Una decisione insensata"

"La giunta Rocca spieghi perché dalla delibera che stanzia un contributo una tantum per le neomamme siano stati esclusi i consultori familiari e i Servizi sociali dei Comuni dall’attività di supporto alle donne che intendano richiederlo, includendovi invece strutture facenti capo a un’organizzazione impegnata per statuto contro la legge dello Stato 194 del 1978 per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria di gravidanza”: a chiederlo in un'interrogazione la consigliera regionale Pd del Lazio Eleonora Mattia, membro della Commissione Pari Opportunità alla Pisana.

"Eppure i consultori familiari sono servizi sociosanitari di base del Servizio Sanitario Regionale presenti in maniera capillare sul territorio: un totale di 155 strutture nel Lazio (di cui 101 nella città metropolitana di Roma, 19 nella provincia di Frosinone, 17 in provincia di Viterbo, 12 nella provincia di Latina e 6 nella provincia di Rieti) istituzionalmente deputate al 'servizio di assistenza alla famiglia e alla maternità e a tutti i residenti in 'condizioni di particolare vulnerabilità’" spiega Mattia.

“Tra i soggetti individuati invece dal provvedimento dell'assessora Baldassarre - aggiunge la consigliera regionale del Pd - figurano: i 'Centri per la famiglia', gestiti in forma mista pubblico/privata (Comuni ed enti del terzo settore), ma ancora scarsamente presenti sul territorio regionale (appena 12 in base all’aggiornamento 2023 del Dossier regionale Lazio); i 'Centri d’ascolto'; i 'Centri di aiuto alla vita', meno di 30 in tutto il Lazio, spesso sedi operative del Movimento per la Vita, associazione di promozione sociale che ha tra i suoi scopi statutari l'opposizione 'alla legge 194/1978 così come ad ogni provvedimento che voglia introdurre o legittimare pratiche abortive, eutanasiche e di manipolazione intrinsecamente soppressive della vita umana'. 

Insomma - conclude Mattia - una decisione insensata in base sia ai dati che alla natura e alle finalità laiche che dovrebbero guidare le Istituzioni pubbliche in quanto garanti del pluralismo e dell'accesso universale al diritto alla salute sanciti dalla nostra Costituzione".

Campagna: "Rocca strizza l'occhio ai Pro Vita e dimentica i consultori familiari"

“Ogni iniziativa finalizzata a sostenere le future mamme merita di essere sostenuta e incitata. Tuttavia, leggendo la delibera con cui la Regione Lazio stanzia un milione di euro per le donne partorienti con Isee inferiore a 30mila euro è impossibile non restare perplessi. Sulla delibera, infatti, leggiamo che la Regione ha indicato quali soggetti beneficiari del bonus una tantum: ‘La rete dei Centri della famiglia, i Centri di ascolto, i Centri di aiuto alla vita’. È inspiegabile l’esclusione dei Comuni del Lazio, quindi dei Servizi sociali. Così come quella dei consultori familiari che nella nostra Regione sono ben 155 e che svolgono, grazie alla loro presenza capillare sul territorio e grazie al loro scopo preposto in virtù della Legge dello Stato numero 405 del 1975, un servizio preziosissimo di supporto ed assistenza alla famiglia e alla maternità": questo il commento di Valeria Campagna, consigliera comunale e vice segretaria del Pd Lazio.

"La Giunta Rocca ha preferito, piuttosto, individuare soggetti scarsamente presenti sul territorio regionale (come i Centri della famiglia, che sono solamente 12 in base all’Aggiornamento 2023 del Dossier regionale Lazio) o, peggio, impegnati nella opposizione alle pratiche abortive e di interruzione alla gravidanza come i Centri di aiuto alla Vita. Non è la prima volta e non sarà l’ultima: la Destra, forse per assecondare logiche di consenso, continua a strizzare l’occhio ai movimenti Pro Vita. Questo è grave per chi è rappresentante di quelle istituzioni che dovrebbero tutelare finalità laiche e il diritto alla salute costituzionalmente sancito. Ancora più grave è farlo nell’ambito di una delibera tanto importante, che potrebbe dare un aiuto concreto alle tante neomamme in difficoltà della nostra Regione. Bene l’interrogazione del Partito Democratico tramite la Consigliera Regionale, componente della Commissione Pari Opportunità, Eleonora Mattia. Ora ci aspettiamo delle spiegazioni da parte del Presidente Rocca e dell’Assessora Baldassarre” ha poi concluso Campagna.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Bonus neomamma, polemica sui fondi regionali: “Consultori familiari esclusi dal servizio”

LatinaToday è in caricamento