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Intervista | Elena Palazzo: "Per il Giubileo percorsi per conoscere i luoghi sacri della regione"

Parla la nuova assessora al turismo della Regione Lazio. Le sfide per i prossimi mesi e le idee per rendere il turismo meno Roma centrico

Giubileo, valorizzazione della regione e il compito di rendere il turismo meno “Roma centrico”. Una sfida difficile per Elena Palazzo, nominata di recente nuovo assessore al turismo della Regione Lazio. Un nuovo incarico, oltre alle deleghe all’ambiente, transizione energetica, cambiamenti climatici, sostenibilità e sport, molto delicato vista l’imminente apertura della Porta Santa che porterà, secondo alcune stime, più di 30 milioni di turisti solo nella Capitale. Un’occasione importante che potrà andare a beneficio anche di altre realtà della regione. Elena Palazzo, classe 1975 e dirigente di Fratelli d'Italia della provincia di Latina, ha voluto parlare con RomaToday del suo nuovo ruolo e di quello che vorrà fare da qui alla fine della legislatura.

Roma, da sola, vale il 76,3% del turismo regionale. Che programmi avete per riuscire a rendere il turismo regionale meno “Roma centrico2? Cosa serve per attirare turisti in alcuni luoghi meno conosciuti del Lazio?

La Capitale svolge un ruolo attrattivo molto importante. Dati recenti (Ecoslab, novembre 2023) confermano il notevole appeal turistico del Lazio, mosso in particolar modo proprio da Roma che, nel corso del 2023 ha saputo richiamare, presso le sue strutture ricettive, circa 35-38 milioni visitatori.

È essenziale diversificare l’offerta e proporre itinerari lontani dal turismo di massa, capaci di regalare momenti da ricordare. Quello che dobbiamo fare è presentare il Lazio non solo come luogo da visitare ma anche come luogo da vivere, puntando sull’experience. Per questo intendiamo incoraggiare una sana collaborazione tra pubblico e privato che punti a sviluppare pacchetti turistici attraenti, che includano non solo le mete tradizionali ma anche esperienze autentiche e innovative.

Bisogna inoltre lavorare sulla destagionalizzazione e fare in modo di promuovere il Lazio oltre i periodi di maggiore concentrazione di flussi. Per questo lavoreremo al fianco dei Comuni per l’organizzazione e promozione di eventi capaci di catalizzare il turismo.

Assessora, il Giubileo sarà un’opportunità anche per gli altri Comuni del Lazio o Roma “rischia” di prendersi tutto?

“La nostra è una regione con un’alta vocazione spirituale. È chiaro che in occasione del Giubileo Roma avrà un ruolo centrale ma è altrettanto vero che il resto del territorio avrà un’opportunità che non dobbiamo lasciarci sfuggire: quella di farsi conoscere e apprezzare. Del resto, sarà importante alleggerire la Capitale, che rischia picchi di sovraffollamento turistico, portando il visitatore verso luoghi più insoliti ma ugualmente suggestivi. Basti pensare ai santuari come quello di Greccio, alla Mentorella di Capranica Prenestina o quello della Madonna delle Civita, solo per citarne alcuni. Stiamo già lavorando per creare delle proposte di percorsi che portino ad avvicinarsi a questi luoghi già molto amati dai pellegrini di tutto il mondo.

Come ha contribuito e come contribuirà la Regione Lazio nella riuscita dell’evento?

La Regione Lazio è attiva su diversi fronti, in base alle proprie competenze. Partecipiamo agli incontri della cabina di regia che è stata istituita proprio per coordinare tutti gli attori coinvolti nell’organizzazione di una macchina che è enorme. Quando si parla di accoglienza di milioni di persone è essenziale pensare ai servizi. Abbiamo avviato il primo piano organico di messa in sicurezza, manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture viarie di tutte e cinque le province. Un investimento totale di oltre un miliardo di euro a partire da quest’anno fino al 2026. Una parte importante del nostro lavoro riguarda anche l’aspetto sanitario. Abbiamo stanziato in Giunta fondi per potenziare il servizio regionale e gli ospedali di tutte le province con un investimento di 155 milioni di euro.

I grandi eventi sono serviti al rilancio del turismo di Roma. È dispiaciuta per la mancata vittoria di Roma per l’Expo2030?

Certamente la mancata vittoria non mi ha fatto piacere. Penso tuttavia che sia stato importante lavorare tutti insieme alla candidatura perché ci ha fatto capire le enormi potenzialità del Lazio e quanto sia decisiva la sinergia per costruire una proposta turistica competitiva.

Uno dei problemi del turismo odierno, al di là delle singole presenze, è quello legato alla permanenza. Come si combatte il turismo mordi e fuggi?

Facendo rete. Per esempio, proprio in vista del Giubileo, stiamo lavorando a dei percorsi che partendo da Roma portino a visitare tutti gli altri luoghi sacri della regione: un tour di diversi giorni alla scoperta del nostro territorio. Una proposta che faremo arrivare al pellegrino attraverso un piano di comunicazione che passa attraverso social e app. Intendiamo sfruttare al massimo le risorse digitali e social media per promuovere la nostra regione e interagire con i potenziali visitatori.

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