Giovedì, 21 Ottobre 2021
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Latina, vogliamo undici leoni! Domani a Trieste per centrare la salvezza

Il fatidico giorno è alle porte. Domani al "Rocco" (ore 15) Triestina e Latina si affrontano in un play-out che promette scintille. Vietato perdere con due gol di scarto

L’atmosfera si fa sempre più elettrica in casa Latina. Sanderra in settimana ha deciso di allentare la tensione intorno allo spogliatoio imponendo il silenzio stampa, ma per la città e tutto l’ambiente non c’è calmante che tenga. L’evento è sentito: alla volta del capoluogo giuliano sono partiti – e partiranno nelle prossime ore – convogli di macchine, un pullman, mentre qualcun altro ha optato per la transvolata aerea; pronti a tutto insomma pur di sostenere i colori nerazzurri “oltreconfine”, in una partita destinata ad entrare nella storia del club pontino. Ma per non uscire da questa bellissima favola, i nerazzuri dovranno difendere il punteggio maturato all’andata, quel 2-0 che mantiene gli alabardati a un buon margine di sicurezza. Si può vincere o pareggiare, mentre la sconfitta per 2-0 condannerebbe il Latina alla retrocessione per via della classifica avulsa. Intanto oggi la squadra ha svolto la rifinitura ed è poi partita alla volta di Trieste; c’è apprensione per le condizioni di Berardi e Matute, purtroppo non al meglio. In compenso salgono le quotazioni di Jefferson. Nella trincea opposta Galderisi è costretto alla conta delle vittime, ma recupera un bombardiere d'eccezione come Godeas; Il "nanu" conta soprattutto sull'apporto che sapranno dare le energie positive. Nei giorni scorsi mister e squadra hanno cercato l'ispirazione nell'"oracolo" di Nereo Rocco.

APPRENSIONE PER BERARDI E MATUTE  - Cade una mezza tegola imprevista sullo spogliatoio pontino. Sanderra purtroppo non potrà contare sul massimo apporto di Matute e Berardi, due pilastri del centrocampo pontino, arrivati letteralmente sfiancati a questo finale di stagione. Del camerunense si sapeva; nella partita del “Francioni” si è visto come le condizioni non siano al top, ma anche un suo impiego a mezzo servizio può fare la differenza. Berardi è partito dalla panchina; al suo posto Fossati ha svolto il compitino senza strafare (a conti fatti è lui l’indiziato principale di una maglia da titolare). In attacco Jefferson può garantire un discreto minutaggio: con ogni probabilità Sanderra lo butterà nella mischia a partita in corso o in caso di situazione critica.

TRASFERTA OBBLIGATA –  La trasferta di domani è obbligatoria, e non poteva essere altrimenti. Lo zoccolo duro della curva nord sarà presente davanti ai cancelli del “Rocco”, e pronto a far sentire la sua voce. In questo momento qualcuno è già per strada, altri partiranno nelle prossime ore; si contano diverse macchine in rotta per Trieste più un pullman organizzato. C’è anche chi ha badato alla comodità optando per la trasferta aerea. Insomma si respira il clima giusto intorno alla squadra. Peccato però, come al solito la cornice sugli spalti sarà bella solo a metà visto che il numero di tifosi pontini provvisti di tessera è esiguo. C’è incertezza anche sull’affluenza del pubblico di casa, sia per i prezzi non proprio popolari imposti dalla Lega, sia per l’andamento altalenante della squadra in stagione, non in linea con le aspettative della tifoseria.

QUI TRIESTE, GALDERISI: “PARÒN ILLUMINAMI” – Anche il “nanu” Galderisi (nanu il soprannome affibbiatogli dai tifosi della Juventus quando era calciatore, ndr) è chiamato all’impresa: salvare l’Unione da una stagione a dir poco sciagurata. E al di là delle defezioni che hanno falcidiato il suo organico in vista del play-out d’andata, il mister si appella all’oracolo di Nereo Rocco per affrontare la difficile prova: “Siamo chiamati a fare una grande prestazione – ha commentato  – e sono convinto che la faremo! Quando si affrontano stagioni disgraziate come la nostra bisogna appellarsi a quanto più di buono ci sia intorno a noi: abbiamo bisogno di energia positiva. Per questo ho portato la squadra in visita alla mostra sul “paròn”. Devo dire che si è creata quell’atmosfera positiva di cui abbiamo bisogno. Alla fine mi sono rivolto direttamente a lui invocandolo: paròn illuminami”. (fonte "Il Piccolo, articolo di Antonello Rodio)


DI GIORGI A TRIESTE PER SOTENERE LA SQUADRA

 

 

 

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