Giovedì, 21 Ottobre 2021
Economia

Acqualatina, bilancio 2013: si chiude con un attivo di 8,5 milioni

Presentato il bilancio d'esercizio 2013; soddisfatti il presidente Addessi e l'Ad Besson: "Chiudiamo con un attivo di 8,5milioni di euro e il recupero delle perdite pregresse". Previsti aumenti delle tariffe del 7%

Si chiude con un attivo di 8,5 milioni e il recupero delle perdite pregresse.

È stato presentato ieri il bilancio d’esercizio 203 di Acqualatina che ha fatto il quadro della situazione della società che gestisce il servizio idrico integrado con riferimento anche al fenomeno della morosità – una nota dolente – e dell’aumento delle tariffe.

“Presentiamo, con soddisfazione, la chiusura in attivo del Bilancio civilistico 2013 – ha spiegato il presidente Addessi -. Tale risultato, destinato all’azzeramento di tutte le perdite pregresse per 2,1 milioni, per 5,7 alla costituzione obbligatoria del Foni -Fondo Nuovi Investimenti - e per 690.000 euro a riserva, ci incoraggia nel percorso intrapreso dalla società”.

Un obiettivo raggiunto, come spiega il numero uno di Acqualatina, “sì, grazie agli ultimi pronunciamenti favorevoli del Tar, ma, soprattutto, alle azioni di efficientamento portate avanti da tutto il nostro staff”.

“Tuttavia – prosegue Addessi -, il nostro è un ottimismo moderato, poiché siamo consci delle ulteriori sfide e criticità che permangono. Prima tra tutte la risoluzione delle carenze idriche e della torbidità nel Sud puntino. Opere da sempre nel nostro piano di interventi, ma rallentate, negli ultimi anni, dall’impellente esigenza dell’arsenico. A tal proposito, mi preme ricordare che siamo, ad oggi, ancora l’unico Gestore del Lazio ad aver risolto il problema e ad averlo fatto entro i tempi stabiliti dalla UE.

In aggiunta, vorrei esprimere la mia soddisfazione per l’importante riconoscimento della Bandiera Blu, conseguito da ben 7 Comuni dell’Ato4, gli unici del Lazio. Un segno dell’efficienza dei nostri depuratori e del lavoro sinergico tra Gestore e Comuni”

“La chiusura con 8,5 milioni di utile è un traguardo importante – commenta soddisfatto l’amministratore delegato Raimondo Luigi Besson -. Come accennato dal presidente Addessi, si tratta di un risultato ottenuto grazie a importanti azioni di efficientamento che hanno portato all’internalizzazione di interi processi o di parte di essi (es: sostituzione dei contatori obsoleti, interventi di manutenzione reti) e alla riduzione di importanti voci di costo”.

Si è passati, poi, all’argomento tariffa: “Ribadisco – continua Besson - che gli aumenti sono ben lontani dal 18% di cui si è parlato erroneamente nei giorni scorsi. L’incremento del moltiplicatore tariffario determinato dall’Autorità d’Ambito (Theta), infatti, è pari al 6,9%, per il 2014 e allo 0,18% per il 2015 a cui si va ad aggiungere, per il calcolo della tariffa, la voce relativa al conguaglio per il recupero delle partite pregresse che è stato stabilito, per l’Ato4, di spalmare il più possibile (5 anni) al fine di attutirne gli effetti per gli utenti. Non solo: negli anni a seguire ci sarà una sostanziale stabilizzazione della tariffa con incrementi tendenti allo zero.

Ritengo doveroso ricordare, inoltre, che il costo in bolletta sarebbe ben più basso se, nel nostro territorio, non sussistesse un così alto tasso di morosità – ha sottolineato l’Ad di Acqualatina -. Basti pensare che il tasso medio, in Italia, è del 4,8%, mentre nell’Ato4 raggiunge il 10,7%. A questo proposito, con le ultime sentenze (889 e 1033) del TAR Lombardia, si delinea un fondamentale cambio di contesto, per cui, se da una parte, viene dichiarato, a chiare lettere, che la battaglia portata avanti sinora dal Comune di Aprilia e dai vari Comitati è meramente ideologica e, quindi, non può e non deve avere come obiettivo la gestione tecnica in capo ad Acqualatina, dall’altro viene sancito che il costo della morosità è un costo inaccettabile  che va a pesare sulla collettività.

Indirettamente, dunque, si ristabilisce la corretta visione dei ruoli: non è da biasimare chi cerca di recuperare un credito legittimo, ma chi non ritiene di corrispondere il dovuto, a fronte di un servizio usufruito”.

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