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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia

Consorzio di Bonifica, Crocetti precisa: “Nessun buco da 50 milioni”

Nessun buco, ma un avanzo di gestione di circa 7 milioni e mezzo di euro: queste le precisazioni del Consorzio di Bonifica dell'Agro Pontino che in una conferenza ha illustrato la propria situazione finanziaria

Non c’è nessun buco di 50 milioni, anzi il Consorzio di Bonifica attualmente presenta, nonostante la grave crisi dovuta alle mancate entrate, un avanzo di gestione di circa 7 milioni e mezzo di euro”.

Questa la precisazione dell’Ente - per voce del suo presidente Carlo Crocetti - che questa mattina, dopo le recenti voci, ha voluto convocare una conferenza stampa per illustrare e chiarire la propria situazione finanziaria.

Dello stesso tenore anche l’intervento del Vice presidente Perfili: “La politica decida con tutta tranquillità ma non sia sorda alle proprie responsabilità… pensi alle conseguenze che si verificherebbero se questo Ente non ripartisse” ha tuonato stamattina il vice presidente Perfili durante l’incontro con la stampa.

Nella sua doppia funzione di direttore generale del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino e direttore generale dell’Unione regionale dei Consorzi di bonifica del Lazio, è intervenuto poi anche l’ingegner Natalino Corbo che ha fornito informazioni e riferimenti utili alla comprensione della situazione economica dell’Ente ed alle iniziative attualmente in essere.

“Vorrei ricordare – ha dichiarato Corbo -, che le attività dei Consorzi sono fondamentali per la gestione delle opere pubbliche finalizzate alla riduzione del rischio idraulico ed alla mitigazione del dissesto idrogeologico. Tali attività certamente potrebbero essere trasferite ad altri ma della loro necessità e funzione è persino superfluo discutere. Però, ad esempio, la manutenzione degli impianti idrovori e la garanzia della loro efficienza, che comportano investimenti significativi ed ingenti oneri gestionali, non possono porsi a carico del Consorzio. Sono impianti utili alla collettività ed il loro funzionamento ha consentito l’insediamento abitativo di intere comunità e lo sviluppo economico della pianura pontina.

Una interruzione del servizio comporterebbe l’innalzamento della falda e si tornerebbe alle “paludi pontine” continua Corbo mentre ricorda anche l’altra attività endemica dei Consorzi, ovvero  la gestione dell’acqua irrigua in forma collettiva, così importante per lo sviluppo del mercato agroalimentare, i cui costi ricadono integralmente sugli utenti.

Ma, ritornando al motivo che ha indotto l’Ete a convocare la conferenza, il direttore chiarisce “che oltre a garantire una razionale utilizzazione della risorsa irrigua l’Ente di bonifica effettua, su delega della Regione Lazio ed in alcuni casi per il tramite della Provincia, lavori in concessione, lavori in convenzione, definiti dalle stesse norme regionali di settore di Preminente Interesse Regionale o Servizi di Pubblica Manutenzione, lavori cosiddetti di somma urgenza e gestione delle fasce frangivento.

Per lo svolgimento delle attività delegate per convenzione, tra cui ad esempio la gestione degli impianti idrovori, non sono state trasferite ai Consorzi del Lazio, ormai da alcuni anni, le necessarie risorse economiche. Addirittura, nel triennio 2011-2013, la Regione Lazio non ha neanche previsto  di allocare, nel proprio bilancio e nei capitoli dedicati, gli importi necessari per l’espletamento delle funzioni e dei servizi trasferiti per legge”.

Può nonostante le convenzioni non rinnovate, il Consorzio esimersi dal proseguire nelle proprie attività? Si chiede Corbo. “La risposta è evidente – prosegue -: tutti i Consorzi del Lazio hanno continuato a provvedere, alcuni avendo avuto il rinnovo delle convenzioni altri in totale assenza di esso, alla gestione e manutenzione di opere ed impianti ed  alla manutenzione dei corsi d’acqua, naturali e artificiali. Tutte le attività svolte sono state rendicontate alla Regione Lazio per la verifica della certificabilità del credito e si è in attesa della adozione dei necessari atti amministrativi da parte degli uffici competenti. Complessivamente, per tutti i Consorzi del Lazio, sono stati rendicontati crediti (fino al 2010) per  oltre 20 milioni di euro, di cui circa 11 milioni solo per il Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino.

Crediti per ulteriori 30 milioni di euro sono ascrivibili al triennio 2011-2013 ed anche in questo caso la documentazione di riferimento è stata trasmessa alla Regione Lazio. Di questi 30 milioni euro circa 14 milioni sono stati rendicontati dal Consorzio di Bonifica Agro Pontino.

Per la certificazione dei crediti è stata contattata SACE Factoring (CDP) a cui sono stati forniti i bilanci degli ultimi tre anni e tutta la documentazione necessaria a supporto del processo attivato. È di tutta evidenza che ove fosse vero “il buco di 50 milioni di euro”, tale attività  non si sarebbe neanche potuta immaginare” ha concluso.

Infine, come fa sapere lo stesso direttore Corbo, stamattina, insieme al Presidente ed al Direttore  di Coldiretti ed al Presidente di CIA, ha incontrato il Capo Gabinetto della Prefettura di Latina, per rappresentargli la situazione. Questi, nel pomeriggio, ha riferito di aver informato della questione  il Presidente Zingaretti e gli Assessori competenti.

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