Ex Gambro, il Consorzio industriale ASI acquisisce il sito di Latina Scalo

Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina ha preso possesso di uno dei più importanti siti dimessi del capoluogo pontino. Presidente Scarchilli: "Sviluppo, occupazione ed investimenti tornano ad essere obiettivi realistici e fattibili"

“Dopo 24 anni di promesse, e dopo che il nostro territorio ha visto evaporare un terzo del suo tessuto industriale reale, l’Ente ha messo in campo un’iniziativa con pochi precedenti per dimensione, volta a riqualificare, riconvertire e reinserire nel mercato tutti i siti industriali dismessi del territorio”: così il Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma-Latina che lancia la sfida del riposizionamento competitivo e della reindustrializzazione del nostro territorio e che da ieri ha acquisito il sito dell’ex Gambro. 

“Il Consorzio ASI, infatti - si legge in una nota -, ha emanato un bando per acquisire manifestazioni di interesse finalizzate all’elevazione della destinazione urbanistica di aree e siti (già in possesso di finalità industriali nei rispettivi piani urbanistici comunali) tramite il loro inserimento nelle pianificazioni del vigente P.T.C. La manifestazione di interesse può proporre l’inserimento nel perimetro consortile anche di siti vicini a quelli industriali, lotti interclusi e relitti urbanistici, consentendo così l’automatica eleggibilità in programmazioni europee”.

L’Ente ha così proceduto a prendere possesso di uno dei più importanti siti dimessi di Latina, quello della ex Gambro, accelerando le procedure previste dall’art 63 della legge 488/92 ed avocando a se la funzione delicatissima di elaborare la differenza tra il valore del sito – calcolato dal perito – e l’insieme dei contributi pubblici erogati nel corso degli anni.

“Una procedure virtuosa che può essere elevata a sistema – commenta il presidente del Consorzio ASI, Carlo Scarchilli - per riconvertire l’insieme dei siti industriali dimessi non soltanto di Latina ma di tutta l’area di Roma Capitale. Soprattutto perché tutto questo si può fare a costo zero per lo Stato, coniugando due obiettivi importanti per noi, ossia quello di sbloccare investimenti italiani e stranieri sul nostro territorio e quello di non gravare nemmeno per un euro sui bilanci statali.

Recenti sentenze della giurisdizione italiana, infatti, riconoscono ai consorzi questa specifica e non replicabile funzione ed è nel solco di questa giurisprudenza che l’Ente ha realizzato quella che a nostro avviso è una duplice operazione. Da una parte l’avviso pubblico per l’estensione della sovranità urbanistica dell’Ente su tutte le aree ed i siti industriali dimessi; dall’altra l’acquisizione a patrimonio dell’Ente del sito ex Gambro.

Sviluppo, occupazione ed investimenti – conclude Scarchilli - tornano quindi ad essere obiettivi realistici e fattibili”. 

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