Economia

Vacanze della crisi, case: meno affitti e vendite. Colpa anche dell’Imu

Secondo uno studio della Fiaip, l'immobiliare turistico è in caduta libera; per l'estate 2012 segno meno per quanto riguarda le compravendite, i prezzi e gli affitti nelle località turistiche

La crisi che l’intero Paese sta vivendo in questi mesi sembra non mollare la presa, e per il mercato immobiliare, e in particolare quello turistico, la mazzata finale arriva dall’Imu che pesa come un macigno sugli italiani che a fatica possono permettersi una vacanza fuori città.

Nei primi mesi del 2012, secondo un recentissimo studio dell’Osservatorio Fiaip, il “mercato residenziale della seconda casa ha registrato nel comprensorio pontino un calo valutabile nella misura del 7% per quanto riguarda le compravendite e del -5%, dei prezzi degli immobili nelle località turistiche. Una situazione ai limiti della stagnazione: per il quinto anno consecutivo, infatti, il segmento dell’immobiliare turistico fa riscontrare un segno negativo sia per il numero delle compravendite sia per i prezzi”.

Continua a crescere, di contro, l’offerta degli immobili messi in vendita: sono oltre il 15% in più rispetto allo scorso anno.
“I nodi stanno arrivando al pettine – spiega il presidente FIAIP Latina, Santino Nardi -: non ci sono mai state politiche che abbiano considerato le seconde case per il ruolo che hanno, o che potrebbero avere, ovvero essere potenzialmente la prima industria della nostra Regione. Adesso se i Comuni della costa incideranno pesantemente con l’Imu ci sarà un ulteriore freno. Non è stata ancora individuata una forma di reddito diversa dall’affittanza o dalla vendita delle seconde case quindi, se la direttrice è questa, si prevede un tracollo economico in tutta la zona”.

Il meccanismo è aggravato dal fatto che alla diminuzione delle quotazioni, si assiste ad un irrigidimento da parte dei proprietari, i quali – come riferiscono dalla Fiaip - preferiscono non vendere anziché allinearsi alla domanda di acquirenti nazionali ed internazionali.

Ma è l’effetto dell’Imu sulle seconde case a pesare come un vero macigno: “Ad una sempre maggiore quantità di immobili messi in vendita – commenta Salvatore Meneghello, delegato turistico Fiaip -, non corrispondono altrettante intenzioni di acquisto. L'Imu rischia poi di essere un nuovo virus per un malato già molto grave, visto anche che le intenzioni dei sindaci sono quelle di applicare le aliquote massime proprio sulle seconde case. Ma proprio in questi momenti abbiamo la necessità di reagire cercando di sviluppare il mercato della locazione turistica con gestione professionale e qualità delle strutture”.

Se si guarda al futuro? In previsione, per il secondo semestre 2012, il 90% degli agenti immobiliari Fiaip pontini ritiene irragionevole pensare ad un aumento dei prezzi, anzi il calo medio si stima, al termine del 2012, farà registrare un complessivo -10%. “Anche la stretta creditizia attuata dal sistema bancario ci mette del suo – continuano dalla Fiaip -, penalizzando quel 40% d'italiani che faceva ricorso ad un mutuo per acquistare la seconda casa: questo atteggiamento contribuisce a tenere ingessato il mercato in quanto gli istituti di credito continuano a mostrare indifferenza verso il prodotto turistico, arrivando a finanziare ben poco alle famiglie italiane o straniere che vogliono acquistare una casa vacanza”.

E gli affitti? Sostanzialmente invariati i prezzi delle locazioni: “al calo che sarebbe stato fisiologico, visto il diminuire della domanda, fa da contraltare il famigerato carico Imu, che grava come un macigno sui proprietari. Dallo stesso studio Fiaip si evince che nella nostra zona la domanda è orientata ad alloggi nuovi o ristrutturati, ad appartamenti di non più di 80 metri quadri ed in zona immediatamente adiacente al lungomare, laddove invece sono maggiori (perché maggiori sono i costi) gli alloggi a rimanere sfitti: si calcola che oltre una casa su tre, immediatamente fronte mare e messa in locazione per agosto, non abbia ancora un inquilino certo. Pontini accorti anche per quanto riguarda la durata del soggiorno: sparito o quasi il fitto mensile (solo il 21% degli interessati affitta seconde case per un mese) la maggior parte, circa il 50%, la prende per due settimane. Briciole per i vacanzieri di lungo corso e per chi è disposto ad affittarla anche per periodi più brevi”.

“Il quadro non è certo dei più rosei – tira le somme il presidente Nardi -, ma la nostra associazione ritiene che solo attraverso l’ampliamento, e l’integrazione dell’offerta di ricettività delle località turistiche italiane con le ’seconde case’, sarà possibile rimettere in moto la crescita del territorio e del sistema turistico in modo continuativo. Il turismo è una leva per la crescita del nostro territorio e il mattone può offrire quella qualità emozionale che è tipica dal rapporto con l’ambiente, e che fa vivere localmente il territorio e le bellezze nostrane”.

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