Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Daniele Nardi sfida di nuovo il Nanga Parbat, ma questa volta da solo

Lo scorso anno, con la collega francese Revol, ha interrotto la scalata per le condizioni meteo avverse, ora l’alpinista pontino ritenta l’impresa da solo: “Sarà una lotta contro me stesso prima che con la montagna”

Dopo quello fallito lo scorso anno, l’alpinista pontino Daniele Nardi si prepara al suo secondo tentativo di scalata invernale in stile alpino del Nanga Parbat, la cima pakistana di 8.125 metri, la nona più alta al mondo, davanti a cui sono fallite altre 16 spedizioni dal 1988.

Ma questa volta sarà solo, senza sherpa, corde fisse né ossigeno durante la scalata. Altre tre spedizioni sul Nanga Parbat in contemporanea a Nardi fra gennaio e febbraio si misureranno con ghiaccio, vento e temperature che scendono anche a -50 gradi.

''Non mi piace la competizione in montagna. L'anno scorso al Broad Peak c'è stata una tragedia che non va dimenticata - spiega l'alpinista della provincia di Latina ricordando gli undici alpinisti uccisi in un attacco terroristico -. Lì su siamo sul filo del rasoio. Tutto deve essere perfetto. Non posso partire con l'idea di fare corse per chi arriva primo, ora lo stile è più importante per me''.

L'anno scorso, accompagnato dalla collega francese Elisabeth Revol, Nardi ha interrotto la scalata a 6.450 metri per le condizioni meteorologiche avverse. ''Sarò solo quest'inverno al Nanga Parbat, voglio capire cosa si prova ad affrontare una sfida così entusiasmante in piena solitudine'', sottolinea Nardi, che partirà da Roma per il Pakistan il 20 gennaio, e tenterà l'ascesa fra il 29 gennaio e il 29 febbraio, attraverso una via nuova, mai percorsa da nessuno.

''Avrò cuoco ed un aiutante al campo base ma sarò completamente solo sulla montagna: nessuno sherpa, niente corde fisse ne' ossigeno durante la scalata. Sarà - sorride - una lotta contro me stesso prima che con la montagna''.

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