L'ennesima gaffe di Garcia Tena, Pinsoglio determinante: le pagelle di Latina-Carpi

L'estremo difensore prodigioso in due occasioni nel primo tempo. Ottima prova di Brosco. Costa caro l'ennesima leggerezza dell'ex Crotone

Carlo Pinsoglio

“Non ci dobbiamo perdere d’animo, la classifica è lì. È una sconfitta che pesa a livello morale. Dobbiamo avere la forza di stare su di giri, di riprendere entusiasmo per fare una grande partita a Pisa”. Così Vivarini ha concluso il suo intervento in sala stampa nel post partita. Il commento di un’altra sconfitta, la terza interna nelle ultime quattro. Lì dove il Latina non aveva mai perso per un intero girone, e dove ora non vince da quasi due mesi. La sconfitta col Carpi arriva al termine di una settimana piuttosto turbolenta, ma era proprio dal campo che si cercavano delle risposte positive. Una reazione di orgoglio che c’è stata solo in parte. Prima il Latina ci ha provato, ha dato tutto senza raccogliere nulla. Ed è questo il problema principale. La squadra c’è, almeno mentalmente, ma ha poche soluzioni per far male. Al di là delle situazioni extracalcistiche, la problematica principale da affrontare è la pochezza dei mezzi a disposizione per uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica. Il gancio a cui la squadra tenta di appigliarsi sembra difettoso, poco solido. E questo è un problema di difficilissima risoluzione a metà marzo. Serverà un miracolo, e magari qualche distrazione in meno, quelle che in troppe occasioni hanno punito la formazione di Vivarini.

Le pagelle

Pinsoglio 7,5 – La parata su Beretta è semplicemente strepitosa. Più fortunosa la deviazione di fianco su Mbakogu. Ma se il Latina resta in piedi per 70’, lui ha una fetta importante di meriti. Su Mbakogu nulla può, ma lui è un portiere, mica un santo che fa miracoli.

Brosco 6,5 – Fa specie il fatto che spesso i difensori facciano bella figura quando la propria squadra perde. Baluardo difensivo che scongiura due gol. Provvidenziale il salvataggio sulla linea, a ricacciare indietro il pallonetto di Mbakogu, che tiene in piedi le speranze dei nerazzurri.

Dellafiore 6 - Sbanda, ma non affonda. Beretta lo impensierisce, lui barcolla, ma da buon incassatore non crolla.

Garcia Tena 4 – Le sue leggerezze in marcatura cominciano a pesare notevolmente. Beretta gli scappa la prima volta, e serve un miracoleggiante Pinsoglio per ottenere la redenzione. Si addormenta anche su Mbakogu che non sbaglia. Che sia il caso di spostarlo sulla fascia?

Rocca 5 – A sorpresa va sulla destra, non al posto di Di Matteo come si pensava. Gioca sul suo piede, ma non è un esterno puro, e va quasi subito in apnea.

De Vitis 5,5 – Prende subito un giallo che non può non condizionarlo. L’ammonizione ammorbidisce gli interventi, e ne limita il contributo nelle due fasi, specie quella di quantità (36’st De Giorgio s.v.).

Bandinelli 5,5 – La prima conclusione a rete è la sua, peccato che gli capiti sul piede meno nobile. In crescita rispetto alle ultime settimane, ma resta troppo falloso. E l’ennesimo giallo che rimedia lo taglia fuori dalla partita di Pisa (31’st Rolando s.v.).

Bruscagin 6 – Cambia ruolo con una frequenza disarmante. Lui non batte ciglio e si adatta, e non sfigura neppure tanto. Non a caso il Carpi fa più danni dall’altra parte.

Insigne 5 – Fuori partita, lontano parente del giocatore ammirato a Trapani. Si accende molto di rado, come un neon che sta profondendo gli ultimi sforzi prima di fulminarsi del tutto.

Buonaiuto 5,5 – Meglio del collega, pur senza incantare. Cerca quanto meno di rendersi presente, di responsabilizzarsi, in un reparto che fa male quanto la puntura di una zanzara a un elefante.

Corvia 5 – Il solito lavoro sporco di sponda, che sarebbe più redditizio se i compagni di reparto non giocassero ad anni luce di distanza. Sarà per questo che col passare dei minuti la malinconia gli sale fino a diventare uno scazzo vero e proprio (41’st Jordan s.v. – Meno di dieci minuti – recupero incluso – per fare il suo esordio e mostrare una capigliatura rivedibile).

All. Vivarini 5 – Come spesso accade, la sua squadra dura un tempo. Poi si ammoscia e capitola alla prima distrazione. Il 3-4-3 (o 2-1) è una creatura velenosa a cui è stato trovato l’antidoto giusto. Dovrebbe cambiar qualcosa, pur con l’evidenza di un organico limitato: difficile progettare un palazzo se si possiede il materiale per costruire un pianterreno.

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