Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

Immigrati, cresce il numero degli stranieri impiegati nei campi

Analisi della Coldiretti: nella provincia pontina, tra le prime 6 nel Paese per numero di lavoratori stranieri, si concentra il 4% della totalità degli immigrati operanti nell'agricoltura in Italia

Latina tra le province italiane in cui risulta più alto il numero dei lavoratori stranieri impiegato nell’agricoltura.

Questa è una delle realtà che emerge da un’analisi condotta dalla Coldiretti che ha collaborato alla realizzazione del Dossier statistico immigrazione.

In Italia aumenta il numero dei lavoratori stranieri nei campi che, nonostante la crisi, si confermano essere una importante fonte di occupazione: in totale sono 320mila gli immigrati, provenienti da 168 diversi Paesi, che - sottolinea Coldiretti - hanno trovato regolarmente lavoro in agricoltura nel 2012, con un aumento del 3% rispetto all'anno precedente.

“L'apporto del lavoro straniero diventa dunque sempre più determinante in agricoltura e rappresenta ben il 25% del totale delle giornate di lavoro dichiarate dalle aziende, che risultano di poco sotto quota 25,6 milioni, con una leggera riduzione rispetto all'anno precedente. I lavoratori immigrati impegnati in agricoltura hanno una età media di 35 anni e mezzo e per ben il 72% sono di sesso maschile”.

I primi 12 paesi di provenienza rappresentano l'87,2% del totale dei lavoratori stranieri (Romania 117.240, India 27.789, Marocco 26.220, Albania 24.624, Polonia 20.423, Bulgaria 15.100, Tunisia 12.445, Slovacchia 9.893, Macedonia 9.235, Senegal 5.738, Moldavia 5.478, Ucraina 4.722). A livello provinciale, le prime 15 provincie per numero di lavoratori stranieri assorbono il 50,6% della totalità degli stranieri operanti in agricoltura (le prime sono Foggia 6,4%, Bolzano 5,7%, Verona 5,3%, Trento 4,2%, Latina 4,0%, Ragusa 4,0%).

"I lavoratori stranieri - conclude Coldiretti - contribuiscono in modo strutturale e determinante all'economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo, su un territorio dove va assicurata la legalità per combattere inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano un'ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell'attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale".

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