Dolce Attesa per Chi?: Giada Prandi e Veronica Milaneschi conquistano il pubblico di Opera Prima

Dolce Attesa Per Chi? lo spettacolo scritto da Betta Cianchini incanta il gremito pubblico di Opera Prima affascinato dalle bravissime Giada Prandi e Veronica Milaneschi

Due voci, due volti e due corpi per incarnare due atteggiamenti opposti e una miriade di emozioni e sentimenti contrastanti riguardo un tema che al giorno d’oggi non è legato solo alla gioia e all’amore ma a tutta una serie di problematiche pratiche: la maternità.

Giada Prandi (incontrata già a Latina con il divertentissimo monologo Scritto Apposta per Me) e Veronica Milaneschi arrivano sul palco di Opera Prima e incantano il pubblico che, seppur tra una marea di risate, si accorge che la vita dei giovani d’oggi sia molto più complicata di quanto non possa sembrare.

Dolce Attesa… Per Chi? è uno spassosissimo spettacolo che racconta di Bianca, 37enne precaria, che vorrebbe mettere su famiglia con il fidanzato Ignazio, ricercatore precario anche lui ma con la speranza di fare carriera in Australia.

Giada Prandi è una confusa, arrabbiata e a tratti spaventata protagonista che si interfaccia con Veronica Milaneschi che di volta in volta impersona un’amica, Ignazio, la sua coscienza, un alter ego molto schietto e molto “politicamente scorretto” e, perché no, la sua vagina.

Sanità inesistente, servizi per le famiglie insufficienti, stereotipi legati a secoli di consuetudini, risveglio di coscienze e impegno sociale e civile sono solo alcuni dei temi toccati dal sagace testo di Betta Cianchini. Un testo che Giada Prandi e Veronica Milaneschi vivono intensamente attraverso il loro corpo e il loro viso per la regia di Marco Maltauro e accompagnate dalle musiche originali di Stefano Switala.

Una riflessione tutta la femminile sul desiderio di maternità, sulla possibilità della maternità e su come ogni donna vive la maternità, perché proprio come ci fanno notare in scena, non è poi così scontato che tutte le donne vogliano diventare madri, e non è tutto rose e fiori quando sei incinta e a peggiorare la situazione c’è il fantomatico e purtroppo attualissimo precariato.

Giada e Veronica riescono a entrare subito nel cuore dello spettatore che si ritrova nelle parole, nei gesti e persino nelle buffe espressioni facciali delle due attrici, rivive tutta l’ampissima gamma di emozioni che un tema così complesso comporta e, nel frattempo, ride a crepapelle. Una scena semplicissima e abiti militari, danno bene l’idea della vita come campo di battaglia, dove occorre combattere e tenere duro, conquistare ogni piccola soddisfazione a caro prezzo e dove, nonostante ciò, si è sempre pronti a tutto.

Battute irriverenti, scene di vita quotidiana stigmatizzate all’eccesso, una montagna russa di stati d’animo che fanno di questo spettacolo una perfetta cartina tornasole della situazione attuale di molti trentenni (quasi quarantenni) che vorrebbero “crescere”, mettere su famiglia ma sono impantanati in una situazione di immobilismo e degrado generalizzato dei servizi e anche dei rapporti umani.

Ma la speranza c’è sempre, una cieca fiducia nel futuro che permette di andare avanti malgrado tutto, ed è la vita stessa.

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