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La Pasquetta in uno dei luoghi dell’anima: il Giardino di Ninfa

Luogo d'incanto, dove si respira un'atmosfera particolare e si scoprono una moltitudine di cose interessanti a due passi da casa: il Giardino di Ninfa, aperto anche a Pasqua e Pasquetta, offre un'accoglienza competente e assolutamente cortese

Dove si può andare per passare una giornata a contatto con la natura, che rinfranchi lo spirito e gli occhi, che allontani dal tran tran quotidiano e dalle chiassose gite fuori porta tipiche della Pasquetta, senza però fare lunghi viaggi? Facile, ci si può recare in uno dei giardini più belli del mondo: Ninfa.

Decretato nel 2015 il più bel giardino privato d’Italia, Ninfa offre la possibilità di vivere un’esperienza rilassante e rigenerante sin dalla prenotazione dei biglietti on line, semplice, veloce e tutto sommato per niente costosa (€ 12.50). Si arriva sul posto nella data e all’orario prescelto, si fa una veloce fila (incredibilmente veloce rispetto alla grande quantità di gente che c’è) e si entra in un altro mondo.

Passeggiare nel Giardino di Ninfa è un’esperienza che arricchisce, non solo per le nozioni di storia, costume e botanica che le guide, gentili, sorridenti e preparatissime, regalano ai visitatori, ma per la moltitudine di colori, suoni e profumi di cui l’aria è pregna.

Forse non tutti sanno che il Giardino di Ninfa è stato ideato e realizzato a partire dagli anni Venti del secolo scorso, in un luogo che, grazie alla presenza di mare e montagne, e a una fitta rete di ruscelli, esterni e sotterranei, ha creato un habitat tale che, piante provenienti da tutto il mondo dalle conifere dell’estremo nord ai banani dei tropici, riescono non solo a vivere e convivere a pochi centimetri di distanza l’una dall’altra, ma a crescere tre volte più velocemente che altrove.

Questo meraviglioso e rigoglioso giardino, che in primavera particolarmente si tinge di incredibili colori squillanti e intensi profumi che riempiono l’aria, sorge su un luogo di grandissimo interesse storico, archeologico e artistico: le rovine dell’antica Ninfa, una cittadina che nel medioevo era un importante snodo commerciale di circa duemila abitanti, a due passi dalla Roma papale, contesa da famiglie potenti, saccheggiatori e Papi.

Ninfa dunque non è solo un giardino dove ammirare piante esotiche preservate a regola d’arte, ma è un luogo di grande rilevanza archeologica e storica. La famiglia Caetani, principalmente Roffredo Caetani e sua moglie Marguerite Chapin, hanno voluto riportare alla luce le rovine storiche di Ninfa, ormai ricoperte da una fitta vegetazione incolta e quasi inghiottite dalla palude. Nel 1921 sono iniziati i lavori di ripristino dei ruderi e dei reperti archeologici e la progettazione di un giardino all’inglese che potesse essere un luogo di riposo e svago.

Qui i Caetani hanno ospitato artisti, letterati, musicisti, la stessa Lelia, figlia di Roffredo, era una bravissima pittrice, dunque il giardino non è proliferato solo grazie al perfetto clima e le ricche acque del terreno, ma anche grazie alle cure e allo spirito che i Caetani, appassionati d’arte, fini intellettuali e amanti della natura hanno infuso alle loro proprietà.

Oggi il giardino è gestito dalla Fondazione Caetani, perché l’ultima discendente, Lelia per l’appunto, non ha avuto figli a cui lasciare la cura di questa preziosa eredità, ma non si è persa assolutamente l’atmosfera di altri tempi, di sospensione e di connubio totale con la natura, di compenetrazione dei saperi e della bellezza.

Una passeggiata che, soprattutto nelle giornate meno affollate, diventa un vero e proprio percorso sensoriale che nessuna fotografia o video potranno mai restituire integralmente, in cui allo spettacolo dei colori e delle forme di fiori, piante e alberi, si sommano il cinguettio instancabile degli uccellini (accolti in piccole casette posizionate qui e lì tra i rami degli alberi dalla Lipu) e lo scrosciare dell’acqua dei piccoli torrenti che serpeggiano nel giardino in piccole cascate, anse e dislivelli, i profumi non solo dei fiori che sbocciano soprattutto in primavera, ma quello delle varie piante e della terra.

Un vero e proprio paradiso in cui l’uomo è al servizio della natura, che lo ripaga generosamente crescendo rigogliosa, una vera gioia per gli occhi e per il cuore.
Un esempio virtuoso di come la gestione illuminata e responsabile dei luoghi iniziata dai Caetani nel secolo scorso, si perpetua ancora oggi con un impegno costante e multidisciplinare.

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