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Al Karama, il nuovo centro non è ancora pronto. Si lavora per facilitare i processi di inserimento

La struttura in corso di realizzazione in via Monfalcone ospiterà le famiglie dell’ex sito oggi ospitate all’ex Rossi Sud e persone e nuclei di etnia non rom che si trovano in condizioni di emergenza abitativa. Il protocollo tra Comune e associazione 21 Luglio

E’ slittata l’apertura del nuovo centro di autonomia abitativa in corso di realizzazione a Latina, in via Monfalcone dopo l'incendio che nell’estate del 2022 distrusse il sito Al Karama. I lavori di bonifica sono iniziati alla fine dell’anno scorso e per l’inizio di febbraio l’amministrazione comunale aveva annunciato il trasferimento delle famiglie che sono al momento ospitate all’ex Rossi Sud sulla Monti Lepini. 

Gli interventi al momento sono ancora in corso e nel frattempo l’amministrazione con una delibera di giunta, su indirizzo dell’assessore ai Servizi sociali Michele Nasso, ha approvato il protocollo d’intesa con l’associazione 21 Luglio per facilitare i processi di inserimento nel nuovo centro.

“Ad oggi – dichiara l’assessore Nasso – i nuclei familiari provenienti dall’ex sito Al Karama si trovano nei locali dell’ex Rossi Sud e saranno trasferiti nel nuovo centro di autonomia abitativa situato in via Monfalcone, non appena saranno terminati gli interventi di bonifica presso il vecchio campo e terminata l’installazione dei nuovi moduli abitativi nella nuova area adiacente alla precedente. Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha ritenuto di siglare un nuovo accordo con l’associazione 21 Luglio, volto a proseguire con le azioni di monitoraggio e accompagnamento all’inserimento degli assegnatari nel nuovo contesto che andrà a costituirsi a Borgo Bainsizza. Come più volte specificato, infatti, alcuni degli ex ospiti di Al Karama hanno rinunciato all’assegnazione dei nuovi moduli che, per questo, saranno assegnati anche a persone e nuclei di etnia non rom che si trovano in condizioni di emergenza abitativa. Il centro che sorgerà, infatti, sarà riservato a famiglie, italiane e straniere, in condizione di emergenza abitativa.

L’obiettivo sarà quello di fronteggiare situazioni di disagio socio-economico ed emarginazione attraverso un intervento integrato e coordinato sul piano dell’inclusione, dell’accompagnamento degli individui e delle famiglie presenti, verso una forma di autonomia necessaria per la loro inclusione. A tal fine sono previsti interventi sociali e misure di sostegno economico per agevolare il raggiungimento della piena inclusione abitativa e lavorativa e la conseguente fuoriuscita dalla struttura. L’associazione si occuperà, dunque - conclude l'assessore Nasso -, di facilitare i processi di integrazione e della successiva gestione del centro di autonomia abitativa attraverso strumenti di partecipazione, di co-programmazione e di sostegno perché gli ospiti possano arrivare a vivere una vita partecipativa e sociale a tutti gli effetti”.
 

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