Dimensionamento Scolastico, il sì della Provincia. Ma il Pd si oppone

Il piano è passato nonostante l'ostruzione del Partito Democratico. Numerosi i Comuni che perderanno l'autonomia e si cui istituti saranno aggregati ad altri plessi

Il tanto discusso piano di dimensionamento scolastico è stato approvato dal consiglio provinciale. Il progetto relativo all’anno 2012/2013, nonostante l’astensione dell’opposizione, è passato grazie al voto favorevole della maggioranza con l’aggiunto del voto di Macci e Secci. Ma l’iter del processo di riorganizzazione delle reti scolastiche non è finito qui. Quella dell Provincia è una proposta che dovrà passare al vaglio della Regione che avrà il compito di valutarne la validità ed eventualmente renderlo esecutivo entro il mese di dicembre.

Il piano per quanto riguarda la città di Latina, mantiene la proposta che era arrivata dalla giunta comunale di costituire 11 istituti comprensivi con almeno 1000 studenti. Ricordiamo infatti che La Regione, recepito integralmente quanto disposto dal decreto del Ministero, aveva fornito a Province, Comuni e istituti, delle linee guida per la riorganizzazione della rete scolastica per accertare i bisogni formativi, migliorare qualitativamente e quantitativamente le condizioni di accesso all’istruzione attraverso l’articolazione e la flessibilità organizzativa dell’offerta scolastica anche in relazione alle vocazioni economiche  del territorio e alle dinamiche del suo sviluppo.

I grandi Comuni sembrano non aver subito gravi danni, come ad esempio Aprilia che conterà 6 istituti comprensivi, Fondi 4, Terracina e Formia 3, Sezze, Sabaudia e Minturno 2. Lo stesso discorso non vale, ovviamente, stando alle condizioni imposte dal decreto che prevede di costituire plessi con almeno 1000 studenti, per le piccole realtà comunali che rischiano di perdere la loro autonomia e di vedere i loro plessi essre riassorbiti da quelli dei Comuni più vicini.

È accaduto a Bassiano che andrà a Sezze, Campodimele ad Itri che avrà 1 solo istituto, Lenola a Maenza che non subisce nessuna variazione rispetto alla sua attuale stutturazione scolastica, e ancora Norma sarà aggregata a Sermoneta con un solo istituto e Ponza a all’unico plesso di San Felice Circeo.

Particolare la situazione di Castelforte e Santi Cosma e Damiano che vedranno la realizzazione di un unico plesso comprensivo. Nessuna variazione per tutti gli altri Comuni, Cisterna, Cori, Prossedi Roccagorga, Roccamassima, Roccasecca, Monte San Biagio, Sonnino, Spigno Saturnia e Ventotene. Condizioni a parte verranno dettate per Gaeta, Pontinia e Priverno per i quali la Provincia prevede un solo istituto comprensivo, ma alla Regione verrà richiesta la realizzazione di due plessi per ogni Comune.

Si tratta sicuramente di un piano, che come era logico immaginare alla vigilia, non ha visto l’approvazione da parte dell’opposizione che già nei giorni scorsi aveva minacciato di poter fare ricorso al Tar. Non mancheranno sicuramente le polemiche e le reazioni da parte di quelle realtà che si dicono svantaggiate da questo tipo di dimensionamento scolastico.

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