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Il piano regionale dei porti e la proposta di inserire anche Foce Verde

Sarà avanzata da Enrico Tiero, consigliere di Fratelli d’Italia alla Pisana, alla Regone con il plauso anche dell’assessore comunale Gianluca Di Cocco

“Inserire Foce Verde nel piano regionale dei porti”: questa la proposta che verrà avanzata daEnrico Tiero, consigliere di Fratelli d’Italia alla Pisana, all’assessore regionale Pasquale Ciacciarelli. 

“L’approdo di Rio Martino è sicuramente una necessità improrogabile, in particolare per imbarcazioni non superiori a 8 metri. Il suo inserimento nel piano regionale della portualità è indubbiamente un elemento molto importante; è però vero che per lo sviluppo economico e turistico del litorale del capoluogo pontino, occorre prendere in considerazione anche la zona di Foce Verde - ha spiegato Tiero in una nota -. A tal riguardo condivido la posizione assunta dagli assessori comunali di Latina, Gianluca Di Cocco e Franco Addonizio. La presenza di un porto a terra potrebbe favorire lo sviluppo delle attività marittime, turistiche e commerciali dell’intera zona. Per questo motivo proporrò all’assessore Ciacciarelli di inserire la zona di Foce Verde, nel piano dei Porti di interesse economico regionale”.

Il primo passaggio, per il consigliere regionale pontino, presidente della commissione Sviluppo economico e Attività produttive, e vice portavoce di Fratelli d’Italia, potrebbe essere quello di predisporre uno studio di fattibilità approfondito sulla realizzazione di un porto a terra relativamente all’area di Foce Verde, “fondamentale per valutare la sostenibilità economica, ambientale e sociale del progetto. Così come sarebbe opportuno il coinvolgimento delle parti interessate, incluse le comunità locali e le associazioni, per garantire il successo e l'accettazione del progetto da parte della popolazione. Lo studio dovrebbe includere una valutazione dell'impatto ambientale, dei costi e dei benefici economici, nonché una consultazione pubblica delle parti interessate. I risultati di questo studio dovrebbero quindi essere prodotti entro un termine ragionevole per consentire una valutazione accurata del progetto e quindi l'integrazione del Piano dei Porti di Interesse Economico Regionale.  

La mia idea di sviluppo della città di Latina è ben chiara - conclude Tiero - ed è rivolta alla riqualificazione e valorizzazione del litorale, avvicinando la città al mare, con una continuità che possa consentire di attivare politiche virtuose sotto il profilo economico, sociale e, più in generale, della qualità della vita”.

Un’iniziativa, quella del consigliere Tiero, che ha ottenuto il favore anche dell’assessore comunale Di Cocco. “L’infrastruttura favorirebbe assieme ad altri interventi sula marina, lo sviluppo delle attività non solo marittime, ma anche turistiche e commerciali dell’intera zona. Dopo anni di parole, il sindaco Matilde Celentano, ha dato mandato al sottoscritto in qualità di assessore al demanio e alla marina e alla collega Annalisa Muzio, di mettere mano al piano della marina. Il tema della portualità deve essere assolutamente affrontato senza timori. Un capoluogo di provincia non può e non deve esimersi nel puntare ad avere una propria area portuale, in posizione autonoma e decentrata a quelle già presenti in provincia. L'attuale situazione di Rio Martino non permette sicuramente uno sviluppo importante. Per questo urge un impegno per fare sì che un’infrastruttura importante di vera portualità, possa realizzarsi nel capoluogo di provincia”.

“È un investimento importante questo è certo - ha poi aggiunto Di Cocco -, ma il nostro capoluogo deve assolutamente avere questa grande opportunità. Per troppo tempo abbiamo lasciato che Latina stesse a guardare mentre le altre città della provincia, evidentemente più brave di noi, hanno saputo giocare meglio la loro partita e oggi sono punto di riferimento per i collegamenti da e per le isole ponziane, altra risorsa inestimabile di questo territorio. Ebbene, Latina da oggi non starà più a guardare e sognare, per Latina è arrivato il momento di progettare in grande, non da sola, perché certi oneri, dalla realizzazione alla manutenzione, non possono essere a carico dell'amministrazione comunale”. 

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