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Il commento / Terracina

Tintari torna in libertà, l’ex sindaca di Terracina: “Illegittimo il mio arresto. Danni incalcolabili"

La lunga nota dopo la decisione del Tribunale del Riesame che per lei ha annullato quattro dei cinque capi di imputazione disponendo gli obblighi di firma

E’ tornata il libertà con il solo obbligo di firma l'ex sindaca di Terracina Roberta Tintari finita ai domiciliari il 19 luglio scorso nell’ambito dell’operazione di Guardia Costiera e carabinieri figlia dell’inchiesta “Free Beach”. E a poche ore dalla decisione del Tribunale del Riesame di Roma, Tintari ha affidato ad una nota le sue dichiarazioni a meno di un mese da quell’arresto che ha poi portato alle sue dimissioni, alla caduta dell’Amministrazione da lei guidata e al commissariamento del Comune. 

“Il 20 luglio 2022, dopo l’arresto disposto dal Tribunale di Latina, ho rassegnato le dimissioni dalla carica di sindaco di Terracina. Nell’esprimere il mio grandissimo rammarico per le dimissioni, non ho avuto remore ad affermare che ‘le contestazioni rivolte nei miei riguardi, oltre che infondate, risultano palesemente errate’. Indipendentemente da questo - scrive Tintari -, ho sentito il dovere di dimettermi per tutelare i miei familiari da tutto il fango che si è riversato anche su di loro, per l’inaudito ma comprensibile clamore di un arresto tanto eclatante quanto ingiusto. Il Tribunale del Riesame ha ora annullato l’ordinanza che ha disposto il mio arresto e, indirettamente, ha determinato il commissariamento del Comune di Terracina: ben quattro dei cinque capi di imputazione a me contestati per l’arresto, sono stati posti nel nulla dal Tribunale di Roma. Per l’unico capo in relazione al quale non vi è stato annullamento (l’aver deliberato, nella Giunta Comunale del 25.8.2017, che era stato indicata in modo non esaustivo la finalità del ponte pedonale realizzato sul porto- canale), il Tribunale del Riesame ha ritenuto di dover mantenere a mio carico l’obbligo di firma due volte a settimana. Valuterò con i miei avvocati Massimo D’Ambrosio e Dino Lucchetti, non appena saranno depositate le motivazioni del provvedimento del Riesame, se ricorrere avverso questa residua limitazione imposta alla mia libertà, ma resta il fatto che oggi posso affermare che il mio arresto è stato disposto illegittimamente”. 

“Il danno alla mia persona e alla mia dignità è incalcolabile - aggiunge ancora l’ex sindaco di Terracina -, ma saprò risollevarmi con la Fede e nella piena coscienza di aver operato nell’interesse generale, mai personale. Più gravi sono i danni alla città di Terracina, ingiustamente dipinta come un’Amministrazione dedita al malaffare, e ai tanti cittadini che con la libera espressione del voto hanno ritenuto di darmi fiducia. Quel voto, espressione essenziale e insopprimibile del nostro sistema democratico, è stato mortificato e offeso con un colpo solo, ora annullato ma i cui effetti si sono irrimediabilmente prodotti oltre che sulla mia persona, sulla cittadinanza. 

Mi auguro - conclude poi Tintari rivolgendosi alla stampa - che gli organi di stampa, dopo aver condiviso senza critiche il provvedimento che ha disposto il mio arresto, sappiano operare in piena coscienza delle riflessioni più equilibrate e valutare in modo obiettivo la triste vicenda che mi ha colpito. Nell’interesse della democrazia, soprattutto: perché di questo passo, nessuno assumerà più l’onere di amministrare una città”. 

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