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Formia, Andrea Scipione resta grave: “Quella partita non si doveva giocare”

Il sindaco di Formia ha inviato una lettera ai vertici del calcio per avere spiegazioni sul mancato rinvio della partita preceduta dall'incidente in cui è rimasto coinvolto il 24enne: "Preghiamo per la sua vita. Quella partita non si doveva giocare"

Grave ma stazionario: sono queste le condizioni del giovane calciatore del Formia, Andrea Scipione, rimasto coinvolto domenica mattina in un gravissimo incidente stradale mentre a bordo del suo scooter si recava allo stadio per la partita contro il Lido dei Pini valida per il play-off del campionato di Promozione.

E mentre si moltiplicano i messaggi di affetto da parte dei tifosi per il 24enne centrocampista pontino, anche l’amministrazione comunale attraverso il sindaco Bartolomeo si stringe attorno alla famiglia di Andrea.

“A nome dell’amministrazione, della città e mio personale intendo esprimere la più sincera solidarietà ai genitori di Andrea Scipione - si legge in una nota a firma del primo cittadino -. Le sue condizioni, mi dicono, sono gravi. Di fronte al dolore di una madre e di un padre e al comprensibile sgomento che l’episodio ha generato nella città, le dinamiche sportive devono necessariamente cedere il passo al raccoglimento e alla preghiera.

Proprio per questo mi domando come sia stato possibile far giocare quella partita. Si tratta di un campionato dilettantistico, non condizionato da interessi economici, né da particolari esigenze di ordine pubblico. Entrambe le squadre erano d’accordo sulla proposta di rinviare la partita in segno di rispetto per Andrea, per la sua famiglia, i suoi amici, di tutti coloro che hanno ben chiara la differenza che c’è tra la vita di un ragazzo e una partita di pallone”.

“Siamo di fronte a una scelta incomprensibile di cui chiederemo spiegazioni agli organi Federali di questo mondo che forse ha bisogno di ritrovare la radice del suo esistere: quella solidarietà che è alla base dei valori dello sport. Preghiamo perché Andrea possa presto svegliarsi e proseguire la sua corsa con l’affetto di tutta la città” conclude Bartolomeo.

A poche ore dall’incidente è esplosa la polemica sulla decisione di far giocare comunque la partita in quella triste domenica mattina. E proprio su questo tema, e sul mancato rinvio della partita, questa mattina il sindaco di Formia ha inviato una lettera al presidente del Comitato Regionale della Lega Nazionale Dilettanti e, per conoscenza, ai Presidenti di Coni e Figc

LA LETTERA DEL SINDACO BARTOLOMEO
"Sig. Presidente,
i fatti accaduti domenica 17 maggio sono di  una gravità assoluta. Non si può anteporre alcuna esigenza tecnica alla drammatica vicenda che ha avuto come sfortunato protagonista il nostro Andrea Scipione, calciatore del Formia di soli 24 anni che ora lotta per sopravvivere in un letto d’ospedale dopo l’incidente avuto poco  prima della partita Formia-Lido dei Pini, valevole per i quarti di finale del campionato del Lazio di Promozione.
Le motivazioni da lei addotte per negare il rinvio della gara sono inadeguate rispetto alla gravissima situazione che si è venuta a determinare e assolutamente incomprensibili da qualunque punto di vista le si voglia considerare.
Le faccio presente che gli stessi organi dirigenti della Federazione Italiana Giuoco Calcio hanno ritenuto di poter spostare il derby tra le squadre di Roma solo per consentire a una delle due compagini di godere di un giorno di riposo in più. Il Comitato regionale della Lega Nazionale Dilettanti, invece, non ha avuto la sensibilità di considerare quanto grave fosse la situazione, anche emotiva, vissuta dai compagni di squadra del povero Andrea. Lei ha costretto la nostra squadra a giocare una partita decisiva per le sue sorti sportive in una condizione che è poco definire svantaggiosa. Molti dei nostri ragazzi sono entrati in campo piangendo e questo non è degno di un Paese civile, né di un campionato dilettantistico che dovrebbe privilegiare il divertimento e i valori più sani dello sport.
Deve dirci come intende riparare a tutto questo. Qualora lei non fosse in grado di darci una risposta, confidiamo che lo facciano gli organi superiori, il Presidente del Coni Giovanni Malagò e quello della Figc Carlo Tavecchio.
Di una cosa siamo certi: con tale comportamento ha dimostrato la sua totale inadeguatezza al ruolo delicato che ricopre. In un Paese normale, di fronte a fatti del genere, la sua sostituzione rappresenterebbe la norma.
Le voglio peraltro assicurare che, se lo stesso giorno della partita non fossi stato a mia volta colpito da un lutto familiare così grande quale è la perdita di una madre, sarei senza dubbio intervenuto e alla squadra della mia città avrei impedito di giocare.
Per rispetto nei confronti di Andrea, dei suoi genitori, dei compagni e di tutta la città
”.

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