Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Estorsione con metodo mafioso, Sergio Gangemi condannato a sette anni di carcere

La sentenza della Corte di Appello nei confronti dell'imprenditore calabrese accusato di due attentati ai danni di imprenditori di Aprilia e Pomezia

La Corte di Appello di Roma ha condannato Sergio Gangemi a sette anni, due mesi e venti giorni di carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso.

La sentenza è arrivata questo pomeriggio e recepisce quasi integralmente quella di primo grado con la quale il Tribunale di Velletri aveva condannato l’imputato a nove anni di reclusione. L’indagine oggetto del procedimento, che aveva portato all’arresto dell’imprenditore di origini calabresi, era stata avviata dalla Dda dopo gli attentati contro due imprenditori di Aprilia e di Pomezia con l'utilizzo di bombe a mano e di un fucile d'assalto tra il 2012 e il 2016. Era emerso che all’origine delle pesanti intimidazioni c’era un prestito milionario fatto dai due fratelli Gangemi agli imprenditori per salvare l'azienda. In uno degli attentati contestati, erano state lanciate cartucce all'interno dell'abitazione della vittima e poi erano stati esplosi colpi di arma da fuoco contro la casa in cui erano presenti i familiari dell'imprenditore.

Qualche giorno prima della prima udienza del processo d'Appello Sergio Gangemi attraverso il suo legale aveva provato ad offrire un risarcimento per il danno di immagine al Comune di Aprilia che nel procedimento in questione si è costituito parte civile con l’avvocato Giulio Vasaturo ma il sindaco Antonio Terra aveva rifiutato la proposta “a tutela dell'immagine e del buon nome della collettività apriliana”. Oggi la condanna a sette anni di carcere.

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