Cronaca

Asta fallimentare della Ecoambiente, le precisazioni del Comune di Latina

La replica dell'amministrazione alle polemiche sollevate dall'opposizione sull'acquisto da parte della società Paguro di Fabio Altissimi delle quote di maggioranza della società che gestisce la discarica di Montello

Arriva una precisione del Comune di Latina sull’acquisto del 51% delle azioni di Ecoambiente da parte della società Paguro srl che fa capo all’imprenditore di Rida Ambiente Fabio Altissimi. L’amministrazione precisa che il fallimento di Latina Ambiente è stato chiesto dalla Procura a marzo del 2016, cioè tre mesi prima che si insediasse l’attuale giunta. A maggio 2016 è stata poi presentata domanda di ammissione al concordato preventivo in quanto la società era già stata posta in liquidazione e posta sotto il controllo dei liquidatori nominati dal Tribunale di Latina. “E’ pertanto infondata – prcisa il Comune - l’affermazione in base alla quale l’attuale amministrazione comunale avrebbe “trascinato a tutti i costi” nel fallimento la Latina Ambiente. Al contrario, sia la Relazione del Collegio dei Revisori che quella della società di revisione esterna interpellata dal Commissario Barbato, contenevano forti critiche e giudizi pesantemente negativi al bilancio societario 2014 (mai approvato, così come per quello del 2015)”.

Quanto poi all’acquisto delle quote da parte di Altissimi, aggiunge: “L’amministrazione comunale non conosce le ragioni per le quali l’imprenditore Fabio Altissimi abbia deciso di spendere 2,5 milioni di euro per acquistare le quote di maggioranza di una società che, allo stato attuale, è priva di futuro, se non per le attività di post-gestione. La richiesta di ampliamento dell’ultimo invaso gestito dalla Ecoambiente infatti è ferma in Regione da circa tre anni e risulta ancora “sospesa in attesa di pronuncia della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA)”. Ma tale VIA non potrà che essere negativa perché la bonifica che Ecoambiente si era impegnata a realizzare sul sito, anche per conto della Indeco Srl, in cambio di tutte le autorizzazioni ottenute nel tempo, non è stata mai completata. Pertanto, essendo per legge il Comune il responsabile ultimo degli interventi di bonifica, l’amministrazione comunale, di concerto con la Provincia e l’Ufficio Bonifiche della Regione, scaduto il termine per l’esercizio del diritto di prelazione, intimerà alla nuova proprietà l’ultimazione immediata delle opere di bonifica concordate, stabilite e approvate da tutti gli enti interessati nell’ormai lontano 2009. In assenza di tali interventi il Comune potrà agire di propria iniziativa rivalendosi in danno della società.

“C’è inoltre da osservare – si legge ancora nella nota - che la nuova maggioranza del capitale sociale di Ecoambiente, aldilà dei difficili rapporti con il gruppo detentore del capitale di minoranza, è la stessa che a fine dicembre dello scorso anno ha fatto annullare dal Tar del Lazio l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) concessa nel 2015 dalla Regione Lazio alla medesima Ecoambiente per la realizzazione di un impianto integrato di TMB: senza AIA nulla di tutto questo è oggi fattibile. Difficile immaginare che la nuova proprietà di Ecoambiente possa ricorrere al Consiglio di Stato contro una sentenza da essa stessa voluta. E senza TMB non possono essere autorizzati nuovi invasi in quella discarica”.  

“Alle luce di tutto ciò – concludono dal Comune replicando alle polemiche sollevate in queste ore dall’opposizione - dare per scontato l’immediato riavvio delle attività di smaltimento a Borgo Montello, è un puro esercizio teorico, una forzatura volutamente allarmistica cara a certa politica, che non ha alcun aggancio con la realtà dei fatti”.

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